Orune, chiesta la proroga indagini
La procura vuole altri sei mesi per raccogliere prove sui delitti di Monni e Masala
NUORO. La procura della Repubblica di Nuoro ha chiesto al gip la proroga delle indagini per il delitto di Gianluca Monni e la scomparsa di Stefano Masala. I magistrati nuoresi, il procuratore della Repubblica Andrea Garau e il sostituto Andrea Vacca, titolare dell’inchiesta, hanno ancora bisogno di tempo prima di scrivere la parola fine sulle due tragiche storie. La procura della Repubblica ha così deciso di chiedere altri sei mesi di tempo, durante i quali l’inchiesta dovrebbe arrivare a conclusione.
I magistrati stanno ancora raccogliendo materiale utile per incastrare definitivamente davanti a precise responsabilità Alberto Cubeddu, 21 anni, di Ozieri, il cugino di Paolo Pinna, 18 anni, di Nule, ritenuto l’esecutore materiale dei delitti, che dovrà comparire il 19 dicembre davanti al gup del Tribunale dei minori di Sassari che dovrà sciogliere la riserva sulla richiesta di rito abbreviato presentata dai suoi difensori, gli avvocati Agostinangelo Marras e Angelo Merlini.
I due cugini sono accusati del delitto di Gianluca Monni, 18 anni, lo studente assassinato con tre a fucilate nella strada principale di Orune l’8 maggio 2015 e della misteriosa scomparsa, ma ormai considerata un omicidio, di Stefano Masala, 30 anni, il giovane di Nule di cui si è persa ogni traccia la sera precedente il delitto di Orune: il 7 maggio. I due episodi sono strettamente collegati visto che gli assassini di Monni avevano usato l’auto di Masale per andare a compiere il delitto a Orune. Poi, Alberto Cubeddu l’aveva bruciata nelle campagne di Pattada.
Intanto domani, giovedì 15 dicembre, il perito informatico Giancarlo Rosa dovrebbe depositare al gip del tribunale di Nuoro, Mauro Pusceddu, le perizie relative al materiale informatico e telefonico sequestrato dai carabinieri di Nuoro ai due cugini accusati dei due delitti.
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