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Abbanoa, non è stato un attentato

Abbanoa, non è stato un attentato

Un corto circuito avrebbe fatto divampare il rogo che ha distrutto la sede

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CAGLIARI. Danni ingenti nella sede di Abbanoa di viale Diaz per l’incendio che si è sviluppato al secondo piano e ha distrutto un call center, attrezzature per il telecontrollo e altri impianti. L’incendio è divampato martedì a tarda sera, l’allarme è stato dato da due dipendenti, in un primo momento si era parlato di attentato. La dirigenza non ha esitato a parlare di escalation di questi episodi di stampo intimidatorio e anzi ha presentato l’elenco degli incendi, il primo dei quali risale al 23 luglio 2012 quando in via Cornalias vennero distrutti due mezzi. Sul posto oltre i vigili del fuoco è intervenuta anche la squadra antiterrorismo della questura, la Digos, ma nel corso del pomeriggio, una volta che i locali sono stati del tutto bonificati, i vigili del fuoco hanno potuto condurre un accurato sopralluogo e avrebbero accertato che l’incendio si è innescato per un corto circuito provocato da una prolunga in un ufficio sistemata accanto a cataste di carta, si è prodotto molto fumo ed è scattato l’allarme. Quando la porta della stanza è stata aperta l’improvvisa introduzione di ossigeno nell’ambiente saturo ha provocato la fiammata che ha innescato il grande rogo. Metà dell’appartamento del secondo piano è andato completamente distrutto. Dati i precedenti la Digos continuerà a monitorare l’esito dei rilievi che i vigili del fuoco stanno per concludere. Nella relazione però hanno esplicitamente indicato la causa accidentale del corto circuito che non sarebbe stato prodotto dal sistema eletrico in sé, ma, appunto, da un attrezzo esterno.

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