La Nuova Sardegna

Emergenza migranti i 534 rimasti nell’isola smistati nelle province

Emergenza migranti i 534 rimasti nell’isola smistati nelle province

Gli altri 300 arrivati martedì hanno già lasciato la Sardegna Fermato uno scafista per la morte sul gommone di 6 donne

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. La gestione in porto dei migranti che arrivano con le navi dei soccorsi è ormai collaudata e in dodici ore praticamente tutti hanno raggiunto le destinazioni assegnate durante la riunione in prefettura che ha preceduto l’arrivo della motovedetta. Quattroncinquanta degli 834 giunti con la motovedetta della guardia costiera “Diciotti” hanno trascorso la prima notte in Sardegna nella piazza coperta del terminal crociere del porto di Cagliari, ma durante la giornata sono stati smistati .

Smistamenti. I primi a lasciare il molo Ichnusa (dove c’è un terminal crociere mai aperto) con i pullman sono stati i 300 profughi che dovranno andare in Liguria e nel Lazio, decisione presa una volta che la Sardegna ha fatto sapere al ministero di non avere tutta la disponibilità di posti necessaria per dare una sistemazione ad altre 834 persone (nell’isola ci sono già 5.400 richiedenti asilo politico in pianta stabile). I 300 migranti sono partiti con la nave per Genova da Porto Torres e per Civitavecchia da Olbia. Nel corso della giornata di ieri hanno lasciato Cagliari i 167 migranti destinati al Sassarese i 72 di Nuoro e i 52 di Oristano. Gli ultimi a salire sul pullman in porto sono state 150 persone che dovevano raggiungere alcuni centri del Cagliaritano, in mattinata era già partito dal molo Ichnusa un centinaio di profughi (per il Cagliaritano in tutto i profughi assegnati sono 263) .

Scafisti. La Squadra mobile diretta da Alfredo Fabbrocini intanto ha individuato due presunti scafisti. Niacu Sabaly, senegalese di 19 anni, è in stato di fermo per aver condotto un gommone con circa 170 migranti, partito da Tripoli l’11 dicembre scorso alle 3 del mattino.

È su questo mezzo che viaggiavano le sei donne rimaste uccise. Erano sedute nella parte centrale dell’imbarcazione e sono morte schiacciate.

Tutte molto giovani, probabilmente nigeriane, hanno fatto una terribile fine: è stato ricostruito che, durante la traversata, il gommone è stato investito da un’onda anomala che ha proiettato i passeggeri verso la parte interna, dove le persone sedute nella parte centrale sono rimaste schiacciate e tre sono morte. Per altre tre sembra che siano state travolte dalla calca dei migranti che cercavano di raggiungere la nave dei soccorritori quando questa si è avvicinata all’imbarcazione condotta dallo scafista. Per tutto questo Sabaly è accusato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina ma anche del reato di morte come conseguenza di altro reato. L’altro presunto scafista è Ahmed Ben Hammou, un maghrebino di 48 anni, accusato di aver condotto un’imbarcazione con 136 migranti partita dalle coste libiche.

I passeggeri avevano raggiunto la Libia dopo aver attraversato con mezzi di fortuna Paesi come il Mali, il Burkina Faso, la Nigeria e l’Algeria.

Accoglienza. La prefettura, con l'aiuto di Caritas, Protezione civile, Asl ed enti coinvolti nell'accoglienza, martedì scorso hanno sistemato le brandine negli spazi del terminal e distribuito un pasto caldo a tutti i profughi mentre proseguivano le visite a donne, uomini e bambini. Dieci persone sono state accompagnate in ospedale con le ambulanze. Alcune donne recavano addosso i segni di percosse, una giovane è stata affidata alle cure di una psicologa perché è apparsa sconvolta, ci sono donne in attesa di un figlio, i tre feriti più gravi sono donne. Quelli in condizioni meno gravi stanno migliorando. A tarda sera il terminal è stato sgomberato.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative