Estorsione a un anziano: arrestati
Orroli, due fratelli di Buddusò si spacciavano per venditori di formaggio
ORROLI. Giuseppe e Roberto Crasta, due fratelli di Buddusò di 48 e 43 anni, sono stati arrestati dai carabinieri della stazione di Orroli e dai colleghi della compagnia di Isili, per tentato furto in abitazione ai danni di M.C., un ex emigrato di 83 anni, che vive nel centro storico di Orroli. I due, secondo quanto accertato dai militari, spacciandosi per lontani parenti di Nurri, da diversi mesi si introducevano nell’abitazione del pensionato, approfittavano della sua ospitalità e si impossessavano di una parte consistente della pensione che l’anziano era solito nascondere all’interno di un armadio della camera da letto. Pur essendosi accorto dell’ammanco, il pensionato, forse per vergogna o forse per paura, non si era confidato con nessuno, nemmeno con i propri familiari o con i carabinieri. A settembre, dopo essersi reso conto che la situazione era diventata insostenibile, si era confidato con uno dei nipoti, quello che una volta al mese lo accompagnava nell’ufficio postale di Orroli a ritirare la pensione e che lo aiutava ad effettuare il prelievo dal bancomat. Il nipote ha informato i militari che hanno attivato le indagini per individuare chi “taglieggiasse” la pensione del nonno. I carabinieri hanno tenuto d’occhio l’abitazione del pensionato.
Martedì mattina i fratelli Crasta hanno bussato all’uscio della casa dell’ex emigrato, e dopo essersi presentati come parenti e venditori di formaggio, si sono introdotti al suo interno. Mentre uno intratteneva in chiacchiere il pensionato, l’altro ne approfittava per rovistare senza però trovare quello che cercava. I carabinieri, che tenevano d’occhio l’abitazione, hanno quindi arrestato in flagranza di reato i due fratelli. Giuseppe e Roberto Crasta al termine delle formalità di rito sono stati trattenuti nelle camere di sicurezza della compagnia di Isili, dove hanno trascorso la notte. I due ieri mattina sono comparsi, come disposto dal magistrato di turno, davanti al giudice per il processo col rito direttissimo e hanno patteggiato la pena. Il giudice monocratico Giorgio Altieri, ha convalidato l’arresto infliggendo una multa di 500 euro ciascuno e disponendo per entrambi gli accusati una pena di 12 mesi di reclusione da scontare agli arresti domiciliari.
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