La Nuova Sardegna

Treni lenti per legge Regione ai ripari: presto linee adeguate

di Luca Rojch
Treni lenti per legge Regione ai ripari: presto linee adeguate

La tratta per Macomer sarà riaperta entro un mese Ma nei passaggi a livello si dovrà andare a passo d’uomo

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SASSARI. Dopo anni di trascinato servizio la fama delle littorine del 1957 che da Nuoro con passo compassato annaspavano fino a Macomer non era delle migliori. Ma neanche il più pessimista dei viaggiatori avrebbe pensato che sarebbe dovuto andare ancora più lento. Perché il tratto di ferrovia Nuoro-Macomer riaprirà dopo le feste, ma i treni dovranno andare piano.

La legge. Tutta colpa di una legge varata dopo il disastro in Puglia. 23 morti su un tratto a binario unico e scartamento ridotto. In Sardegna ci sono quattro tratti simili. Nuoro-Macomer, Sassari-Alghero, Sassari-Sorso, Monserrato-Isili. La norma, applicata dal 2 dicembre anche alla Sardegna prevede che i treni viaggino a passo d’uomo nei passaggi a livello non custoditi. Che sui convogli ci siano due macchinisti e che nei passaggi a livello che tagliano terreni privati ci debba essere un casellante. Una serie di norme di sicurezza che hanno avuto come effetto immediato la sospensione della tratta Nuoro-Macomer. Il motivo è semplice ci sono 18 passaggi a livello di cui 9 su terreni privati.

La reazione. Regione e Arst, che gestisce la rete a scartamento ridotto, sono stati rapidissimi. Hanno subito messo a punto una strategia comune. «Per prima cosa abbiamo bandito un concorso per assumere una ventina di casellanti – spiega il direttore dell’Arst Carlo Poledrini –. E abbiamo messo due macchinisti su ogni treno. Ma non è semplice gestire gli oltre 600 chilometri di linea. In ogni caso abbiamo già bandito le gare, e in alcuni casi i cantieri sono già aperti, per eliminare i passaggi a livello. Ma serve un minimo di pazienza. In ogni caso è attivo da subito il servizio sostitutivo con i pullman». Poledrini è esplicito. «Certo fino a quando non saranno completati i lavori i treni, almeno sulla tratta Nuoro-Macomer, viaggeranno a velocità ridotta». Ma il disagio dei tempi lunghi in treno dovrebbe durare al massimo un altro anno. «Sulle altre tratte non esiste un rischio chiusura – garantisce Poledrini –. Ancora meno sul trenino verde che nulla ha a che fare con questa disposizione. Al massimo nelle altre linee a scartamento ridotto si avranno rallentamenti nei passaggi a livello non custoditi, ma sono pochissimi».

I pullman. Ma in qualche caso viaggiare in pullman non sembra molto più comodo. L’Arst ha 800 mezzi, con un età media di 12 anni. «Ne siamo consapevoli – conclude Poledrini –, ma ci diamo da fare. Ne abbiamo ordinato 70 nuovi e presto entreranno in servizio».

La Regione. L’assessore ai Trasporti Massimo Deiana spiega come si muove la Regione. «Abbiamo dato immediata risposta. Il 2 dicembre è stata resa nota la volontà di applicare le norme restrittive anche alle nostre ferrovie. Impossibile appellarsi al ministro. Che non c’era e forse non tutti hanno letto i giornali. Abbiamo incontrato il direttore generale del ministero e abbiamo spostato il confronto sul piano politico. Nella conferenza Stato-Regione è stata posta proprio la questione ferrovie sarde. Tra le altre cose questo provvedimento ha colpito anche altre tratte in Italia, come la Circumvesuviana. Se non cambia la norma la reale difficoltà sarà nella velocità di marcia dei treni fino a quando non saranno completati i lavori sui passaggi a livello». Deiana fa capire che presto le littorine del 1957 saranno destinate ai musei. «Noi abbiamo investito molto sui treni – afferma –. Abbiamo ordinato altri 5 nuovi mezzi che sostituiranno sulla Nuoro Macomer proprio quelle che sono in servizio ora. Serve un po’ di pazienza. Assumeremo le 20 persone che servono per i passaggi a livello non custoditi. E supereremo questa fase in breve tempo. La Regione crede nel trasporto su rotaia e continua a investire importanti risorse. Dopo decenni di assoluto disinteresse».

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