La Nuova Sardegna

Bilancio promosso, resta il nodo della Sanità

di Mauro Lissia
Bilancio promosso, resta il nodo della Sanità

Il disavanzo Asl nel 2015 sfiora i 350 milioni, ma la Corte dei Conti conferma il giudizio di parificazione

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CAGLIARI. Il nodo resta quello: la sanità. Malgrado la spesa si sia ridotta del 6,09% dal 2014 al 2015 e la percentuale di incidenza sul bilancio regionale sia calata dal 52,08% al 44,46%, il disavanzo alla fine dell’anno scorso era di 344 milioni e 307 mila euro, un’emorragia di denaro pubblico che l’amministrazione Pigliaru ha cercato di affrontare con la riforma delle Asl ma che - l’ha ammesso l’assessore al bilancio Raffaele Paci - resta «un grande problema strutturale che richiede anni per essere risolto». Come si arrivi a impegnare in dodici mesi tre miliardi e 482 milioni non è difficile spiegarlo: solo il personale costa un miliardo e 28 milioni, una voce di spesa cresciuta rispetto al 2004 del 14,23%. Poi consulenze, collaborazioni, lavoro interinale per quasi 54 milioni e una spesa farmaceutica che negli ultimi tre anni è salita del 14,47%, fino a raggiungere i 661 milioni e 656 mila euro, una cifra vertiginosa che mette a dura prova le casse regionali. Allora come si fa?

Le sezioni riunite della Corte dei Conti non danno ricette risolutive, il compito dei magistrati contabili è di verificare la parifica, vale a dire la corrispondenza degli impegni finanziari della Regione con quanto risulta nel bilancio. Quella c’è ed è stata formalizzata ieri mattina nella sala delle adunanze di via Angius, dove i conti complessi dell’ente sardo sono stati al centro dell’intervento d’apertura del presidente delle sezioni riunite Francesco Petronio, della relazione della consigliera Valeria Motzo e della requisitoria del procuratore regionale Antonietta Bussi.

I conti dunque tornano, così come ritornano puntuali le criticità già indicate dalla Corte dei Conti all’ultima adunanza pubblica. Si è parlato delle difficoltà di programmazione della spesa per investimenti, per il personale e per i bilanci degli enti sanitar. Ma la conclusione dei magistrati contabili è apparsa incoraggiante, perché la situazione di equilibrio e di maggiore pulizia del bilancio sono state lette come «l’avvio di un cammino che dovrebbe interessare l'intero sistema della finanza regionale».

Qualche numero per capire: il risultato dell'esercizio 2015, quello esaminato dalla Corte, ha messo in luce un disavanzo di 1,390 miliardi, fra debiti veri e propri e poste accantonate e vincolate per garantire l'equilibrio dei bilanci futuri. Nota positiva: ci sono 80 milioni di disavanzo in meno rispetto al miliardo e 470 milioni del gennaio 2015, quasi il triplo rispetto ai 32 milioni previsti ogni anno per azzerare il disavanzo entro i prossimi trent’anni. La Corte ha riscontrato un miglioramento anche nella gestione dei residui: quelli passivi, i pagamenti dovuti dalla Regione, ammontano a 3,3 miliardi «mentre erano cinque miliardi alla fine del 2013» ha spiegato l’assessore al bilancio. «Esame superato - è il commento di Paci - con parole di apprezzamento della Corte per il lavoro svolto con il quale abbiamo raggiunto il pareggio di bilancio e voluto dare maggiore chiarezza nei conti pubblici».

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