La Giunta: Finanziaria, siamo quasi pronti
Paci: sarà approvata subito dopo Natale. Accantonamenti, Maninchedda rilancia la sfida allo Stato
CAGLIARI. Non prima di Natale, ma neanche dopo Capodanno: la Finanziaria 2017 potrebbe essere votata dalla Giunta nell’ultima settimana dell’anno. È stato l’assessore al bilancio, Raffaele Paci, a ipotizzare tempi stretti: «La bozza è pronta ma non sarà l’ultima». Dopo il via libera natalizio, la contabilità dovrà essere consegnata al Consiglio regionale per essere discussa, emendata e votata. Calendario alla mano, dovrebbe essere licenziata dall’aula a febbraio, o al più tardi a metà marzo.
Le prime cifre. Come si sa da tempo, l’importo complessivo della Finanziaria sarà intorno ai 7,5 miliardi o poco più. «Rispetto a quest’anno – ha detto l’assessore – avremo 50milioni in più di entrate e li utilizzeremo, in piena sintonia con la nostra maggioranza, per dare risposte alle emergenze: povertà, famiglie in difficoltà e lavoro». Oltre la metà delle entrate extra dovrebbe essere destinata al sociale, il resto al rilancio dell’occupazione, con anche l’apertura di diversi cantieri comunali. La programmazione sarà ancora unitaria con nello stesso pacchetto fondi regionali, nazionali ed europei. Nel secondo capitolo, i nazionali, troverà spazio anche la prima tranche (230 milioni) del Patto per la Sardegna. Numeri a parte, la Giunta ha accelerato i tempi: con un primo vertice di maggioranza e diversi incontri con le parti sociali, perché – ha sottolineato Paci – «la Finanziaria non è dell’assessore o della Giunta, bensì del Consiglio e di tutta la Sardegna» . Ma per Forza Italia è comunque in ritardo: «Di fatto – scrive – non esiste ancora».
Gli accantonamenti. La vera partita potrebbe essere un’altra ed è quella sui quasi 600 milioni destinati alla Sardegna e che lo Stato invece lo Stato congela per ridurre il debito pubblico nazionale. Il contenzioso è aperto da tempo, ma a sollevare i toni è stato ora Paolo Maninchedda, assessore e presidente del Partito dei sardi. «È uno scippo – ha scritto – e sugli accantonamenti dobbiamo andare a uno scontro durissimo con Roma». Per aggiungere poco dopo: «Non è giusto e neanche più sostenibile, subire lo scippo e pagare per intero la sanità, compresi farmaci innovativi rimborsati invece alle altre regioni». Per chiudere con un attacco ai parlamentari sardi: «Se non fossero dispersi nei partiti italiani e stessero invece sotto la sola bandiera della Sardegna, non dovremmo fare guerre legali e quant'altro. Basterebbero i loro voti in meno al Governo, per convincere gli italiani a smetterla». Una sciabolata subito sostenuta da Marco Tedde, vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio: «Ha ragione Maninchedda. Basta essere presi a schiaffi dallo Stato, però dobbiamo ancora capire quale sia il vero ruolo di questo assessore in una giunta che invece non combatte non più col governo».
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