La Nuova Sardegna

Ittireddu si stringe attorno ad Alessio Ara

di Barbara Mastino
Ittireddu si stringe attorno ad Alessio Ara

Sgomento di tutta la comunità per la tragica fine del giovane muratore Il parroco: «Un gesto che ci ha ferito nel profondo, ma che vi deve unire»

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ITTIREDDU. Silenzio, preghiera, sgomento, riflessione. Emozioni contrastanti ieri mattina si sono viste durante le esequie di Alessio Ara, il 35enne freddato giovedì sera a Ittireddu davanti al portone della casa della madre in un agguato che ancora non ha moventi, né perché.

Sempre che un perché ci possa essere, davanti a una morte che ai più appare assurda, sebbene da subito gli inquirenti abbiano iniziato a passare al setaccio le sue frequentazioni e le sue amicizie. Si tratta di piste che però alla comunità di Ittireddu, e ai tanti parenti e amici di Alessio che ieri sono intervenuti al suo funerale, quasi non interessano, perché di Alessio si ricorda solo l’indole gentile e il sorriso sulle labbra di un ragazzo che aveva tanta voglia di vivere. I compaesani raccontano di un giovane che usciva poco, non frequentava i bar, era da poco uscito da una relazione intensa ma che sicuramente non era quella della sua vita, e quindi tornava spesso da mamma Graziella a Ittireddu. Una mamma che ai funerali, affranta dal dolore, ha mostrato la compostezza di una donna che ha già sofferto il dolore della perdita del marito e che deve dare alla famiglia, da matriarca, il sostegno che serve.

Sostegno che serve a tutta la comunità di Ittireddu, scossa da una tragedia che, come ha detto il parroco monsignor Tonino Cabizzosu, «ha pesantemente ferito una comunità sempre unita nel segno dell’unità e della solidarietà, dell’accoglienza e della condivisione».

Nelle parole pronunciate da don Tonino nell’omelia è risuonato il profondo affetto della comunità ed è emerso forte il «valore sacro della vita, che non può essere violato da fatti che offendono Dio. Purtroppo è quello che è successo giovedì sera a Ittireddu: un fatto che ha offeso la comunità e Dio, e con Dio ha offeso la comunità, la famiglia di Alessio in primo luogo».

Una famiglia che ha avuto voce dallo zio di Alessio, Mario, che ha tracciato un commosso ritratto dell’amato nipote, interpretando i pensieri di una famiglia intera in questo momento di immenso dolore. Un dolore che potrà forse un giorno avere un colpevole, ma mai un motivo, mai una scusa né una spiegazione, perché non ci sono spiegazioni in questi frangenti. Potranno esserci riflessioni sociali, e politiche, ma non oggi: lo ha detto il sindaco Franco Campus, che nei prossimi giorni convocherà (in accordo con tutto il consiglio, presente alla cerimonia funebre) una seduta pubblica del consiglio comunale per stimolare il dialogo interno alla cittadinanza. Una cittadinanza di Ittireddu che è scossa, ma non perché omertosa: a Ittireddu certe cose non si conoscono, non si sa nemmeno come siano fatte, non si può pensare che ci sia omertà complice. Ma la cittadinanza si deve confrontare, deve riflettere, e soprattutto ha bisogno di capire.

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