In lacrime la mamma di Gianluca
All’udienza c’erano anche i Monni, i familiari dello studente ucciso a Orune
SASSARI. Si salutano prima di allontanarsi dal tribunale dei minori. I Monni e i Masala sono due famiglie alle quali sono stati strappati due figli, fratelli, cugini, nipoti. Non chiacchierano granché, non commentano insieme la decisione del giudice, forse perché il dolore che le unisce si somiglia così tanto che uno scambio di parole sembra quasi superfluo.
Le lacrime sul viso della mamma di Gianluca dicono tanto: le è stato portato via un pezzo di cuore nel modo più atroce che possa esistere, Gianluca è stato ucciso a fucilate mentre aspettava il pullman per andare a scuola a Nuoro. Aveva il libro aperto, ripassava alcune pagine di Storia perché lo avrebbero interrogato. È vero che lei, a differenza dei Masala, ha una tomba su cui piangere ma la sofferenza per la perdita di un figlio difficilmente può essere alleviata. Anche da Orune sono arrivati in tanti per assistere al processo, il calore della famiglia e degli amici in queste situazioni diventa ossigeno. Sono stati forti fino al termine dell’udienza, poi, una volta fuori si sono lasciati andare. Non una parola però, un dolore composto, silenzioso. Prima di salire in macchina un saluto ai nulesi e poi il viaggio verso la Barbagia. Anche loro erano accompagnati dai rispettivi avvocati Rinaldo Lai, Antonello Cao e Margherita Baragliu.
A Nuoro, intanto, continua il lavoro della Procura. Le indagini vanno avanti e a breve potrebbero esserci delle novità anche per quanto riguarda la posizione del secondo imputato: Alberto Cubeddu. (na.co.)
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