La Nuova Sardegna

La sfida del giovane cuoco sardo: diventa barbiere per non emigrare

di Gianni Olandi
Davide Mura
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Davide Mura

Davide Mura, 22 anni, ha cambiato professione per non lasciare Alghero: «I ragazzi devono avere il coraggio di non abbandonare la nostra Sardegna»

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ALGHERO. Una delle istituzioni scolastiche che più di altre offre importanti opportunità di lavoro al termine del corso di studi è certamente l'Istituto alberghiero. Alghero città turistica per eccellenza offre alberghi, ristoranti, attività di servizio legate sempre alla ristorazione. Valutazioni che hanno spinto un giovane algherese di 22 anni, Davide Mura, a frequentare la scuola di piazza Sulis fino a ottenere il diploma di cuoco. Professione apprezzata, anche remunerativa, ma purtroppo anche quel settore ha conosciuto i tempi della crisi.

Davide trova soltanto opportunità saltuarie, i cosidetti extra. Un fine settimana, un " ponte " tra due festivi, ma niente di più. «Ho avuto qualche possibilità di andare fuori, anche all'estero, fare la valigia, ma non mi piaceva l'idea di lasciare la mia città e la mia famiglia».

Davide, il più grande di sei fratelli, si mette alla ricerca. Trova lavoro in una parrucchieria, comincia con i lavori più umili ma poi si appassiona. Si impegna, studia e approfondisce questo nuovo mestiere così lontano dalle sue pentole e fornelli. «Ogni giorno imparavo una cosa nuova e non poteva essere diversamente visto che partivo proprio da zero, in una barberia non ero mai entrato, ma la voglia di non mollare era più forte delle difficoltà che incontravo. Stringevo i denti e dopo due anni quello era diventato il mio nuovo mestiere».

Poi un giorno gli arriva la notizia di un concorso regionale per barbieri e parrucchieri, il Sardinia beard contest, si tiene a Cagliari. Non ci pensa due volte a iscriversi, una nuova esperienza, ci saranno concorrenti da tutta la Sardegna. Davide partecipa e alla fine delle giornate di prove e selezioni si classifica al secondo posto. Un risultato per raggiungere il quale occorrono anni di esperienza nel settore.

«Quando me lo hanno comunicato quasi non ci credevo – dice raggiante Davide – ma poi ho capito: se vogliamo raggiungere un obiettivo dobbiamo lottare con tutte le nostre forze per raggiungerlo, mai arrendersi, dobbiamo credere in noi stessi e non cedere nei momenti di sconforto che non mancano mai». Prendere il diploma di cuoco per fare il barbiere non è un percorso didattico professionale abituale . «È vero – replica Davide – ma io volevo un lavoro, ho trovato una porta chiusa e ne ho cercato un'altra, bisogna fare così, lo dico per i miei coetanei: aver un diploma di cuoco non significa stare tutta la vita ad aspettare quel lavoro, che qualcuno ti venga a prendere e ti porti in cucina. Non arriva? C'è la crisi? Andiamo a cercare altro, senza mollare».

Ma il pensiero del neo parruchiere con il diploma di cuoco è più profondo: «Ogni volta che una famiglia dovrà portare la valigia di un figlio in aeroporto la sua città perderà un pezzo, perderà una ragazzo che poteva fare parte attiva della comunità e portare il suo contributo di crescita. Voglio che la mia esperienza serva ai tanti ragazzi della mia età che soffrono il problema della mancanza di lavoro, si scoraggiano, si siedono, aspettano, si fanno mantenere dai propri genitori o nonni. Bisogna reagire, subito, con la determinazione e la forza che proprio per l'età che abbiamo ci consente di vincere . E' questo il messaggio di Natale che voglio dare ai ragazzi della mia età».

I curiosi percorsi della vita portano alla memoria un'altra vicenda avvenuta a metà circa del secolo scorso quando un altro algherese, i cui genitori erano di origini toscane, prese la laurea in giurisprudenza ma decise di fare il cuoco: si chiamava Moreno Cecchini.

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