La Nuova Sardegna

Olianas, l’uomo dei prestiti agli amici denaro contante

di Mauro Lissia
Olianas, l’uomo dei prestiti agli amici denaro contante

Stipendio modesto e famiglia numerosa, era il bancomat di Villanova Strisaili Oggi gli interrogatori di garanzia per i quattro arrestati con l’accusa di riciclaggio

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CAGLIARI. Ora si scopre che Giovanni Olianas era il bancomat di Villagrande Strisaili. L’ex-vicesindaco prestava somme importanti, migliaia di euro, ad amici e conoscenti, spesso senza neppure concordare una data di rientro. Una sola condizione: riservatezza, nessuno doveva essere informato della sua generosità. Per il resto bastava chiedere, lui era pronto ad aiutare chi si trovasse in difficoltà con mazzette di banconote che apparivano d’incanto all’interno della sua casa di dieci stanze, ricevuta in eredità dalla moglie Silvana Conti. I destinatari dei prestiti gli erano grati, la maggior parte però approfittava della situazione e per Olianas non era facile recuperare i soldi. Nell’ordinanza firmata dal gip Cristina Ornano che ha disposto gli arresti domiciliari per le mogli di Olianas e Luca Arzu - oltre che per Roberto Serra e Pasquale Nicolò Bellu - saltano fuori nomi e cognomi dei beneficiari, l’ammontare delle somme, il rapporto familiare-economico col fratello Carlo con cui condivide la proprietà di bestiame e al quale a dicembre 2012 presta 40 mila euro per riaverli puntualmente undici mesi dopo. Osserva il giudice Ornano: «Questi dati dimostrano che l’Olianas, ufficialmente titolare di un modesto reddito da lavoro e da emolumenti per l’attività politica, con moglie e tre figli a carico, era conosciuto nell’ambiente del suo paese e nella cerchia dei conoscenti come persona facoltosa, capace di prestare somme di denaro elevate senza garanzia e senza termine di scadenza per la restituzione. Fatto che - aggiunge il magistrato - attesta vieppiù l’assoluta sproporzione tra i suoi redditi dichiarati e leciti e le disponibilità economiche». Strano però che nell’ambiente di Olianas nessuno si chiedesse com’è che un dipendente dell’ente foreste che aggiunge al reddito dell’impiego qualche gettone da vicesindaco potesse far girare tanto denaro, sempre e comunque in banconote sonanti. Perché se la sua reale condizione di proprietario del resort Ogliastra Beach non era nota a tutti, la sua disponibilità finanziaria emergeva con chiarezza. Al punto che è proprio Olianas a porsi il problema e a recuperare una spiegazione, da lanciare in caso di emergenza, per i passaggi di denaro tra lui e l’amico-prestanome Roberto Serra: se qualcuno avesse alzato il sopracciglio di fronte a tanta ricchezza, bisognava dire che i soldi non erano che un prestito ricevuto dalle mani del fratello Carlo. Insomma, il contrario di quanto avveniva. Con un elemento in più: il fatto che il fratello avrebbe incassato negli anni consistenti premi P.a.c (politica agricola comune) grazie alla sua attività di allevatore. In seguito quest’ipotesi di espediente viene abbandonato perché le bugie non sono sovrapponibili: in via ufficiale infatti il bestiame era tutto del fratello Carlo e così doveva apparire, per evitare sospetti. Ma in realtà parte delle bestie erano di Giovanni Olianas e con quelle anche i premi. Questa ed altre circostanze, frutto delle indagini patrimoniali condotte dal Nucleo di polizia tributaria di Nuoro per conto del pm Danilo Tronci della Dda di Cagliari, dimostrano per il gip Ornano che Olianas poteva contare su una sconfinata disponibilità di denaro, per l’accusa raccolto con rapine e traffici di droga nell’arco di dieci anni, tra il 2005 e il 2015. Attività criminali redditizie, che procuravano denaro contante con un solo grosso problema: quello di riciclarlo senza dare nell’occhio.

Oggi si apre la fase degli interrogatori di garanzia, che saranno condotti dal gip Ornano negli uffici del tribunale di Cagliari. Saranno sentiti i destinatari delle misure cautelari eseguite lunedì insieme al sequestro preventivo di beni e valori per 15 milioni di euro a carico di Olianas e Luca Arzu: Silvana Conti, Roberto Serra, Tania Serra e Pasquale Nicolò Bellu dovranno decidere se rispondere alle domande del giudice.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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