Geoparco e precari salvi grazie a due leggi
I 500 lavoratori passeranno all’Igea. Via libera alla stabilizzazione di 190 dipendenti regionali
CAGLIARI. Questioni di personale e non personali, grazie a due leggi votate dal Consiglio regionale. La prima metterà in sicurezza gli oltre 500 lavoratori del Parco geominerario, che rischiavano di rimanere senza stipendio perché a fine anno è scaduta convenzione con il contestato consorzio Ati-Ifras. L’altra legge invece servirà a stabilizzare, con un piano pluriennale, 190 precari della Regione, dell’Agenzia regionale per il lavoro, l’Arpas e altri enti. Ma fra le due leggi c’è una sostanziale differenza: la prima è stata approvata a maggioranza con i soli voti del centrosinistra e il centrodestra all’attacco, l’altra all’unanimità.
Geoparco. Una prima legge di salvataggio era stata approvata a fine novembre, allora all’unanimità, dal Consiglio regionale e prevedeva la proroga della convenzione con Ati-Ifras per un altro anno. Però qualche settimana dopo ecco il colpo di scena col direttore generale dell’assessorato al lavoro, Eugenio Annicchiarico, deciso nel bloccare la legge. «È inapplicabile», scriveva, fino a sollecitare un parere dell’Agenzia nazionale contro la corruzione. A quel punto la maggioranza è dovuta correre ai ripari e ha presentato la nuova legge, à quella approvata a maggioranza, che prevede invece il passaggio dei 500 lavoratori prima in cassa integrazione per due mesi e subito dopo il trasferimento nella società controllata Igea in attesa della nuova gara internazionale per la gestione del Parco. Ma la legge bis, proposta dal capogruppo del Pd Pietro Cocco, è stata contestata dal centrodestra: «Vi siete arresi davanti alla presa di posizione del direttore generale e avete tirato fuori un pasticcio che metterà a rischio tutti». L’assessore al lavoro Virginia Mura ha replicato: «Non lasceremo nessun lavoratore senza tutela e questa era l’unica via percorribile».
Precari. La legge di stabilizzazione è stata approvata invece all’unanimità dopo che i presidenti delle commissioni lavoro e riforme, Gavino Manca del Pd e Francesco Agus di Sel, avevano raggiunto un accordo con le opposizioni. Di fatto, con un finanziamento intorno ai 10 milioni, saranno assunti a tempo indeterminato nell’organico della Regione e altri enti 190 precari di lungo corso. In particolare, sono quelli che, negli anni, sono stati chiamati dopo una selezione pubblica per coprire i vuoti in organico nell’amministrazione regionale. Ancora più nello specifico stando alla legge, che si rifà alle norme nazionali, per una settantina di precari la stabilizzazione sarà possibile se avranno maturato 36 mesi di anzianità nel periodo 2009-2015 oppure 2008-2013. Per chi invece entro l’anno scorso non ha raggiunto ancora i 36 mesi di anzianità, è prevista una riserva di posti nei futuri concorsi pubblici. I 190 stabilizzati andranno a coprire una parte dei posti vacanti – 388 in tutto – nell’amministrazione regionale. Però la legge – come ha sottolineato Manca – va oltre il precariato: «Abbiamo previsto che da oggi in poi possano essere banditi concorsi per favorire il necessario cambio generazionale nel personale e permettere alla Regione di avere anche quelle professionalità che oggi non ha disposizione».
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