Scuola, il Pds sul piede di guerra
Il partito di Maninchedda: piccoli Comuni a rischio. Attacca anche il centrodestra
CAGLIARI. La riorganizzazione delle scuole per i prossimi due anni (2017-2018) è ancora una bozza ma è finita da subito nel mirino della maggioranza – un no preliminare è arrivato dal Partito dei sardi – e anche, più scontato, dell’opposizione. Da una parte e dall’altra il motivo della contestazione è sempre lo stesso: «La penalizzazione sicura dei piccoli Comuni».
Pds duro. Il capogruppo del Partito dei sardi, Gianfranco Congiu, è stato deciso nell’attacco. «Se la Giunta applicherà i parametri del ministero senza tener conto della specificità della Sardegna, da parte nostra non ci sarà alcun sostegno tecnico e politico al Piano di dimensionamento scolastico quando verrà presentato in giunta o in consiglio». Il ragionamento del Pds è uno solo: «Non è possibile – ha sottolineato il segretario Franciscu Sedda – che i calcoli a tavolino, cioè quelli del ministero, finiscano per spazzare via le scuole da sempre un baluardo nella lotta allo spopolamento». Nelle linee guida approvate dalla giunta prima del Piano «il modello Italia – ha aggiunto il consigliere regionale Augusto Cherchi – potrebbe diventare un colpo mortale per tutte quelle piccole comunità, soprattutto nelle zone interne, impegnate in questi anni a non essere spazzate via». Pericolo denunciato, nei giorni scorsi: almeno 31 su 377 Comuni sono destinati all’estinzione nei prossimi anni. «È un rischio – ha detto ancora Congiu – da scongiurare e invece, con il Piano, potrebbe essere addirittura subire un’accelerazione».
Minoranza all’attacco. Per il capogruppo dei Riformatori, Attilio Dedoni, «le solite decisioni affrettate della Giunta rischiano di scatenare una catastrofe sociale, con la chiusura indiscriminata di scuole nei territori più disagiati». Anche per Forza Italia, con Ignazio Locci, vicepresidente del Consiglio, «all’orizzonte c’è un Piano costruito con l’intento di affossare l’istruzione nelle zone interne» e preoccupa – aggiunge che «solo un partito della maggioranza abbia deciso di opporsi, mentre gli altri restano in silenzio per non compromettere i già precari equilibri della coalizione di cui fanno parte». Significativa è anche la presa di Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia: «Pigliaru e i suoi assessori sono ora fallimentari anche nel loro storico cavallo di battaglia, la scuola».
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