Una gara di solidarietà dopo l’appello di Cristina
Cuglieri si mobilita per aiutare la ragazza affetta dalla malattia di Lyme Il sindaco: «Pronti a darle sostegno, in paese ci sarà una raccolta di fondi»
CUGLIERI. Adesso ha un paese intero che fa il tifo per lei. L’appello di Cristina Rosa, 30enne di Cuglieri affetta dalla malattia di Lyme, ha fatto breccia nei cuori dei suoi compaesani. In paese è bastato un attimo perché la macchina della solidarietà si attivasse per dare una mano alla ragazza che sogna di raggiungere gli Stati Uniti per provare a trovare una cura a un male che la affligge da 19 anni.
Nessun nome, nessuna ragione sociale. I protagonisti della mobilitazione popolare che sta scuotendo il centro del Montiferru non vorrebbero alcuna pubblicità perché sono convinti che le regole della solidarietà non possano prescindere dalla consegna del silenzio. Fare del bene, con convinzione, ma senza sbandierarlo ai quattro venti. Per tutti parla il sindaco, Gianni Panichi, che intende chiarire un concetto che ritiene fondamentale: «È un’idea spontanea, nata dalla sensibilità dei miei concittadini che, quando sono venuti a conoscenza della malattia di Cristina, non hanno esitato a darsi da fare per provare a dare una mano».
I preparativi per trasformare l’attenzione di un intero paese in un atto concreto sono già in corso. Il programma non è ancora definito al dettaglio ma quelle che si vivranno a Cuglieri saranno festività davvero speciali. Tra il 27 e il 30 dicembre sono in programma una serie di attività di marketing territoriale finanziate da un contributo raccolto dal’amministrazione comunale. Il centro storico ospiterà stand e gazebo in cui tutti potranno fare la conoscenza dei prodotti tipici e delle peculiarità di Cuglieri ma, soprattutto, potranno dare una mano a Cristina perché davanti al teatro, che ospiterà le manifestazioni culturali legate al progetto di marketing territoriale, verrà sistemato un banchetto in cui tutti potranno donare il loro contributo affinchè Cristina possa raggiungere gli States per provare le terapie del dottor Richard Horowitz e per rincorrere una speranza che non l’ha mai abbandonata.
Da Trieste, dove è in cura per una terapia antibiotica di 14 giorni, Cristina ringrazia i suoi compaesani con il tono gentile di chi sembra chiedere scusa per un disturbo che non avrebbe mai voluto procurare: «Si sono dati subito da fare, sono stati davvero gentili e li ringrazio tutti», dice cercando di limitare lo stupore di chi scopre di essere finito al centro dell’attenzione in un attimo.
Un’attenzione che, per una volta, è anche un generatore di energia positiva che ha già raggiunto la ragazza che da anni lotta contro una malattia misteriosa che rischia di costringerla a letto per il resto della vita. Un destino a cui Cristina Rosa non ha alcun a intenzione di rassegnarsi. E non si vogliono rassegnare nemmeno i suoi amici virtuali che si stanno dando da fare per raggiungere i 20mila euro che servono per volare negli Usa e sottoporsi alle cure necessarie per sconfiggere il morbo. Sulla piattaforma Gofundme, in cui Cristina raccoglie i contributi, ci sono offerte che vanno da 5 a 100 euro perché, in fondo, la solidarietà è solo un affare di cuore.
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