La Nuova Sardegna

Forza Italia: «Pigliaru devi dimetterti»

Il partito smette di litigare e il quartetto Cicu, Cappellacci, Floris e Pittalis attacca il governatore

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CAGLIARI. Al tavolo dovevano essere solo in due, l’eurodeputato Salvatore Cicu e il capogruppo Pietro Pittalis, poi sono arrivati – chissà se invitati o meno – anche Ugo Cappellacci, coordinatore regionale, ed Emilio Floris, senatore. Così e forse senza neanche cercarla s’è materializzata la pace dentro Forza Italia dopo il clamoroso strappo sull’elezione del vicepresidente del Consiglio regionale. Alla fine tutti i presenti, attesi e non, hanno capito che era meglio ritornare a parlare con una sola voce. Questa: «Pigliaru dimettiti. Il fallimento del centrosinistra è evidente», hanno detto i quattro uno dopo l’altro. Cicu ha motivato la pretesa con una valanga di numeri: «La Sardegna è un’isola che cresce solo nella disoccupazione. Il disastro è dappertutto». Cappellacci è andato oltre e in un’ipotetica letterina a Babbo Natale, scriverebbe: «Vorrei tanto che invece della conferenza di fine anno, Pigliaru fosse impegnato in una liberatoria seduta di fine dànno per la Sardegna». Poi il coordinatore annuncerà: «Alle prossime regionali non sarà più il candidato-presidente del centrodestra». Un passo di lato subito apprezzato dal capogruppo Pietro Pittalis, che ha ritrovato il sorriso dopo l’iniziale tensione per l’inaspettata e ritrovata famiglia allargata. «Se non ci saranno le elezioni regionali anticipate, noi lo speriamo – ha detto – dobbiamo costruire da subito un’alternativa al centrosinistra e agli altri contendenti». Per poi aggiungere: «Lo ripeto, la giunta in carica è inadeguata e il suo presidente incapace di gestire anche l’ordinaria amministrazione». Sul futuro è intervenuto a ruota Cicu: «Dobbiamo avere un leader rappresentativo capace di ritirare su le sorti della Sardegna anche in ritrovato confronto con l’Europa, mentre oggi siamo abbandonati al nostro destino per il disinteresse del governo nazionale». L’ultimo intervento in sequenza è stato del senatore Floris: «Noi siamo uniti e non mi pare che il nostro partito sia commissariato come lo è invece il Pd». L’annuncio successivo è stato questo: «Siamo pronti a presentare un progetto strategico per uscire dalla crisi e dimostrare come la Sardegna può cambiare davvero». E i litigi dei giorni scorsi dopo l’elezione di Ignazio Locci e non Marco Tedde, indicato dal gruppo, alla vicepresidenza? Liquidati in fretta dal quartetto, perché fare il contrario sarebbe stato un altro suicidio. Per Pittalis: «Sono state cose da oratorio, niente di più, ma come vedete la nostra denuncia, salviamo la Sardegna, è una sola». Ancora più spiritoso, come gli capita molto spesso sul web con i suoi post che diventano virali, è stato Cappellacci: «In una famiglia ci possono essere visioni diverse. Poi c’è chi rimette le cose a posto e noi, tutt’insieme, ci siamo riusciti». Forse a forza, ma hanno raggiunto l’obiettivo: far ritornare Forza Italia a parlare con una sola voce.

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