La Nuova Sardegna

Nel Nord Sardegna aiuti dai volontari per 11mila famiglie

di Claudio Zoccheddu
Nel Nord Sardegna aiuti dai volontari per 11mila famiglie

Iniziative estese a tutta l’isola, grande partecipazione. Raccolte di abiti e cibo da distribuire agli indigenti

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SASSARI. C’è chi fa la coda davanti a negozi e boutique per dare la caccia al regalo più chic ma c’è anche chi, a Natale, si impegna per fare in modo che anche i più sfortunati possano gustare l’atmosfera natalizia. Nel vero senso della parola. Il Natale nell’isola non è solo un inno al consumismo ma è anche, e soprattutto, una sinfonia di solidarietà che metterà sulle tavole dei sardi con meno possibilità un banchetto più che dignitoso. La solidarietà, questa volta, ha i nomi e i cognomi dei tanti volontari che si sono dati da fare in tutta la Sardegna per raccogliere alimentari di ogni genere e per metterli nelle mani delle persone giuste che si occuperanno di distribuirli.

Sassari. Nel nord dell’isola il centro di raccolta è a Muros e se ne occupano i volontari del Banco alimentare: «Come ogni anno ci siamo attivati in tutta Italia per dare una mano a chi ne ha bisogno – spiega Michele Bulla, il responsabile della sezione del Nord Sardegna –. Quest’anno abbiamo avuto qualche difficoltà in più perché la crisi economica ha colpito anche la solidarietà e i generi più costosi, come gli alimenti per i bambini o l’olio d’oliva, sono stati donati con il contagocce». Nonostante le difficoltà, i volontari di Sassari hanno raggiunto un risultato impressionante: «Siamo riusciti a raccogliere 500 quintali di generi alimentari come pasta, riso, passata di pomodoro e, purtroppo in quantità più modeste, anche omogeneizzati e latte in polvere». La fatica dei volontari servirà a ristorare 11mila assistiti sparsi in tutta la provincia. A raggiungerli ci penseranno altri volontari, quelli delle 40 associazioni che si occuperanno di trasportare gli alimentari a destinazione e di distribuirli.

Oristano. Oltre i 100 pasti caldi al giorno offerti dalle suore Giuseppine della mensa della carità, e le iniziative della caritas arborense come l'emporio solidale a cui partecipano tutte le parrocchie di Oristano mandando cibo e vestiario: «Proprio ieri la parrocchia di san Giuseppe lavoratore ha mandato alle suore un paio di quintali di latte, caffè, pasta, pelati, riso, dolci, olio, vestiario e prodotti per l'igiene – spiega don Tonino Zedda, parroco di San Giuseppe – inoltre c’è stata l’ottima iniziativa di don Gianni Pippia, rettore del seminario arcivescovile». Rettore e seminaristi, infatti, hanno rinunciato al rito della consegne dei regali per contribuire alla difficile situazione in cui versa la diocesi di Ascoli Piceno, colpita dalla violenza e dalla brutalità dei terremoti che hanno scosso il centro Italia. Un’iniziativa che ha toccato nel profondo anche il vescovo di Ascoli, Giovanni D’Ercole, che ha invitato rettore e seminaristi a fare visita alla diocesi.

Villacidro. L’onda della solidarietà non ha risparmiato il Medio Campidano. La storia più bella arriva da Villacidro e la racconta don Angelo Pittau: «Quest’anno, a differenza di quanto accadeva in passato, non abbiamo avuto aiuti da parte dello Stato e delle varie agenzie statali. Nonostante la defezione ci siamo comunque dati da fare e domenica scorsa, attorno all’albero di Natale appena addobbato, si sono incontrati i volontari delle associazioni ecclesiastiche e laiche e tutti gli altri cittadini che hanno donato quello che potevano, soprattutto generi alimentari che poi abbiamo consegnato alla Caritas».

Secondo don Pittau, il dato più rilevante è stata la partecipazione popolare: «Un segnale molto positivo che ha ci permesso di andare oltre l’assistenza statale e di sfruttare al meglio le occasioni che si sono state proposte anche dalle aziende come Nonna Isa, Latte Arborea, Pasta Cellino e Gransole che ci hanno consegnato alimentari e ci hanno dato la possibilità di acquistarne altro a prezzi fortemente scontati».

Lo spirito del Natale solidale, come quelli del Canto di Natale di Dickens, è salvo anche quest’anno.

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