Stop alle discariche e no al nuovo termovalorizzatore, la Regione punta a un futuro green
Presentato l’aggiornamento del piano regionale dei rifiuti. Il primo obiettivo: raccolta differenziata all’80% entro il 2022. L’innovazione: grazie a un chip nei contenitori si pagherà solo per la quantità prodotta
CAGLIARI Se la Sardegna vuole diventare ancora più verde, deve puntare alla raccolta differenziata porta a porta in tutti i 377 Comuni. Se ci riuscisse e secondo la Regione può farcela entro il 2022, diventerà un’eccellenza nello smaltimento dei rifiuti, il problema del secolo in ogni parte del mondo. Il primo passo è stato fatto, con l’aggiornamento del Piano regionale, risaliva al 2008.
Ed ecco le scelte forti: no al terzo termovalorizzatore, era stato imposto dal governo, sì all’aumento «a tutto campo» della differenziata e del riciclo. Il secondo passo sarà a gennaio quando la giunta e poi il consiglio regionale dovranno decidere chi dovrà governare il ciclo completo. Si sa già che nascerà un ente unico, cui spetterà poi il compito di scegliere se anche il gestore – così come accade con Abbona per l’acqua – dovrà essere unico e pubblico, oppure misto o ancora bandire una gara internazionale per affidare il sevizio.
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