Amministrative in paese il caos delle elezioni
ORGOSOLO. Falso ideologico era l’ipotesi di reato scritta sul fascicolo quando la procura della Repubblica aveva aperto l’inchiesta sulle elezioni comunali di Orgosolo. Un filone d’indagine avviato...
ORGOSOLO. Falso ideologico era l’ipotesi di reato scritta sul fascicolo quando la procura della Repubblica aveva aperto l’inchiesta sulle elezioni comunali di Orgosolo. Un filone d’indagine avviato dalla polizia che già da tempo stava indagando sull’amministrazione comunale del paese dei murales. Pochi giorni prima della consultazione elettorale, il sostituto procuratore della Repubblica di Nuoro, Andrea Ghironi, aveva disposto un blitz in Comune durante il quale erano stati sequestrati tutti i documenti che avevano portato alla formazione delle liste, a cominciare dalle firme necessarie per la loro presentazione, per continuare con quelle dei candidati. Erano stati i primi passi dell'inchiesta esplosa in maniera clamorosa alla vigilia di Natale. L’obiettivo della magistratura è di stabilire se tutto si sia svolto correttamente nella presentazione delle due liste, dato che a Orgosolo era opinione diffusa che una delle due fosse stata presentata unicamente per superare l'eventuale handicap del quorum e infatti il gip nell’ordinanza ha scritto che è stato appurato che si tratta di liste per creare un consiglio comunale caratterizzato da una maggioranza assoluta». E nei guai era finita anche la segretaria comunale per aver convalidato le firme.
Da febbraio a giugno 2016, il Comune di Orgosolo era stato amministrato da un commissario straordinario nominato dalla Regione: Felice Corda, ex direttore dell'Ente Foreste, chiamato a guidare il paese dopo le dimissioni del sindaco Dionigi Deledda e della sua maggioranza. Dimissioni maturate all'indomani della richiesta da parte della procura della Repubblica di Nuoro di divieto di dimora nei confronti del sindaco coinvolto, insieme ad alcuni componenti della giunta, nell’inchiesta sull’appalto dei lavori per il manto erboso del campo sportivo comunale. Richiesta che il giudice per le indagini preliminari aveva però respinto. Per l’inchiesta sul campo sportivo la procura ha chiesto il rinvio a giudizio del sindaco Deledda e di altre tredici persone.
Le tensioni esplose in paese avevano poi convinto i gruppi di minoranza a non presentare liste, preferendo affidare al commissario un periodo di transizione «per rasserenare il clima politico all'interno della comunità orgolese e favorire la nascita di una nuova classe dirigente». Appello che era però stato ignorato da Deledda e dai componenti della maggioranza che si erano presentati agli elettori con la lista “Orgolesi”. Poi, poco prima della scadenza dei termini, era saltata fuori l’altra lista civica “Murales” che i magistrati hanno ora definito lista civetta.
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