La Nuova Sardegna

Il sindaco via da Orgosolo Lui: «Trattato come Riina»

di Pier Luigi Piredda
Il sindaco via da Orgosolo Lui: «Trattato come Riina»

Il giudice: Dionigi Deledda non può vivere nel Comune che amministra

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ORGOSOLO. «In coscienza non mi sento di aver fatto qualcosa di cui dovermi vergognare, ho sempre lavorato per il bene del mio paese e forse proprio perché sono un sindaco di campagna a qualcuno non piaccio». Dionigi Deledda, sindaco di Orgosolo, è amareggiato, ma non ha perso la consueta grinta. Ma trascorrere il Natale lontano da casa e, soprattutto, dal suo paese che amministra ormai da oltre sei anni è stato un colpo durissimo. Allontanato con un provvedimento del giudice delle indagini preliminari di Nuoro che ha accolto la richiesta della Procura.

Dal 24 dicembre, Dionigi Deledda è costretto a vivere lontano dal suo paese. Gli agenti del commissariato di Orgosolo insieme a quelli della Digos della Questura di Nuoro gli hanno notificato un’ordinanza di divieto di dimora nel comune di Orgosolo. Lo stesso provvedimento è stato eseguito anche nei confronti della segretaria comunale Gloria Fiore. L’ipotesi di reato nei loro confronti è di falsificazione delle firme per la presentazione delle liste “Murales” e “Orgolesi” alle elezioni comunali di maggio 2016.

«Gli agenti hanno bussato a casa a Orgosolo intorno alle 16,30 del 24, la vigilia di Natale – ha raccontato il sindaco Dionigi Deledda –. Mi hanno consegnato il provvedimento che ho dovuto leggere due volte perché mi sembrava inverosimile. Il giudice aveva disposto il mio allontanamento immediato dal paese, manco fossi stato Totò Riina. E sono rimasti a casa in attesa che indicassi una mia residenza provvisoria, lontana da Orgosolo. Ho avvertito mia moglie e siamo andati via immediatamente. Siamo ospiti da amici a Nuoro. Incredibile – ha aggiunto Deledda –, ormai mi stavo aspettando di tutto ma che addirittura arrivassero a cacciarmi dalla mia casa e dal mio paese alla vigila di Natale non me lo sarei mai aspettato. Dire che sono sbalordito è riduttivo, ma non voglio andare oltre. Ho già affidato tutta la mia situazione processuale all’avvocato Marco Basolu che sta studiando le carte e poi deciderà quale strade percorrere per superare anche questo ostacolo. Seguiremo tutto l’iter previsto, mi sottoporrò all’interrogatorio di garanzia e sono pronto a collaborare. Ma soltanto per un motivo – ha sottolineato il sindaco di Orgosolo –: perché sono fermamente convinto di non aver commesso alcun illecito, né di aver nulla di male anche perché amo il mio paese».

I guai di Dionigi Deledda sono cominciati alcuni anni fa con l’appalto per il rifacimento del campo sportivo, da quel momento è stato un susseguirsi di provvedimenti della magistratura che avevano anche portato alle dimissioni sue e dell’intera giunta con la conseguente chiusura anticipata della legislatura e l’arrivo del commissario in Comune. Poi, le nuove elezioni, alle quali Dionigi Deledda si era presentato all’ultimo momento alla guida di una lista civica. E da qui sono arrivati gli altri guai che l’hanno portato a trascorrere il Natale lontano da casa.

«...in qualità di candidato sindaco alle elezioni comunali del 5 giugno 2016, essendo a conoscenza della falsità dell’attestazione di autentica delle firme degli elettori sottoscrittori della lista che appoggiava la sua candidatura, apposta dalla segretaria comunale Gloria Fiore, faceva scientemente uso di questi atti consentendo che venissero presentati all’ufficio elettorale ed in seguito è risultato eletto» ha scritto il gip Claudio Cozzella dell’ordinanza di obbligo di dimora lontano da Orgosolo richiesta dal sostituto procuratore della Repubblica, Andrea Ghironi.

«Non ho rubato nulla e sono pronto a spiegare tutto – ha concluso Dionigi Deledda –. Da quando sono sindaco di Orgosolo ho sempre lavorato per far crescere il paese. Sono riuscito a intercettare centinaia di migliaia di euro di finanziamenti per portare lavoro a Orgosolo e ho sempre fatto in modo che i soldi finissero nelle famiglie orgolesi e non altrove. Ho sempre affrontato tutte le situazioni, anche le più spinose, a viso aperto. E lo farò anche adesso perché sono convinto di non aver fatto nulla di cui dovrei vergognarmi».

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