Lavoro, in Sardegna è boom dei voucher

Non si arresta nell'isola il ricorso ai buoni: 4 milioni in dodici mesi, 800 mila in più rispetto all'anno scorso. E intanto crollano le assunzioni a tempo indeterminato

SASSARI. Era nato con l’obiettivo di fare emergere il sommerso, ma il rischio è che le prestazioni occasioni da eccezione diventino la regola. Il voucher, uno dei punti di forza della rivoluzione renziana del lavoro, non convince. I sindacati non lo hanno mai amato, le opposizioni lo hanno bocciato fin da subito, ma ora anche segmenti importanti della maggioranza che sostiene il governo Gentiloni ne chiedeno una modifica o addirittura, è il caso della minoranza Pd, l’eliminazione. I dati, in effetti, danno ragione a chi mette in dubbio l’effettiva efficacia del voucher. I numeri dell’Osservatorio sul precariato parlano chiaro: nel 2016 la assunzioni a tempo indeterminato sono crollate, mentre i buoni lavoro sono cresciuti con percentuali a due cifre. Anche se meno di un anno fa, quando i voucher erano quasi raddoppiati rispetto al 2014.

Un trend simile in tutta Italia, dove i buoni dal valore di 10 euro - 7,5 al lavoratore e 2,5 all’Inps - sono cresciuti del 32,3 per cento, contro il 63,5 di un anno fa. In Sardegna l’aumento è stato più contenuto, pari al 24 per cento, ma i voucher partivano da una base altissima, il più 82 per cento del 2015, 15 punti in più della media italiana. Da gennaio a ottobre nell’isola sono stati venduti quasi 4 milioni di voucher, circa 800mila in più dello stesso periodo di un anno fa, quando si era passati da 1,7 milioni a 3,2 in appena 12 mesi. Nel frattempo si registra profondo rosso per quanto riguarda le assunzioni a tempo indeterminato.

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