Il maestrale come uno spazzino acquatico deposita sulle coste tonnellate di rifiuti
A occidente più che a oriente. Se la plastica aggredisce le coste ovest dell’isola il motivo è da ricercare nella provenienza del vento dominante, il maestrale, che spazza la Sardegna da nord ovest....
A occidente più che a oriente. Se la plastica aggredisce le coste ovest dell’isola il motivo è da ricercare nella provenienza del vento dominante, il maestrale, che spazza la Sardegna da nord ovest. Le correnti marine soffrono la sua invadenza e si muovo di conseguenza scaricando nelle spiagge più esposte cumuli di plastica di tutti i tipi: dai rifiuti della pesca a quelli tradizionali che comprendono i copertoni d’auto e altre “delizie” di questo tipo.
«Gli arenili più interessati dal fenomeno della plastica spiaggiata sono quelli esposti al maestrale – conferma ancora Andrea Camedda – e le situazioni più complicate si registrano nelle spiagge di Is Arenas (Narbolia), San Giovanni di Sinis (Cabras) e Fontanamare (Gonnesa)». Arenili che hanno in comune anche l’estensione, oltre all’esposizione. E quello che si può trovare in spiaggia ha dell’incredibile: penumatici di varie taglie ma anche un paraurti e una targa d’automobile aggrovigliata a un sistema di lenze da palamito, con tanto di galleggianti ancora collegati. (c.z.)
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