Oggi il via alla Finanziaria poi il rimpasto in giunta
Dopo l’approvazione dell’esecutivo la manovra passerà al vaglio del Consiglio Per alcuni assessori sarà l’ultima seduta ma la verifica è ancora in alto mare
CAGLIARI. Il giorno della Finanziaria è arrivato, anche se in ritardo rispetto alla tabella di marcia e a poche ore dal rompete le righe per Capodanno. Se poi quella di oggi sarà anche l’ultima seduta di giunta per alcuni assessori (leggi rimpasto) è invece una storia ancora tutta da scrivere.
Via libera scontato. Oggi, intanto, i dodici in carica approveranno la bozza messa sul tavolo da Raffaele Paci, il vicepresidente con la delega al bilancio e alla programmazione. Lui, lo dicono in molti salvo un improbabile azzeramento, dovrebbe essere fra gli intoccabili. Nel 2014 è stato scelto dal presidente Francesco Pigliaru e del governatore continua a essere il più stretto alleato personale. Dunque, ottenuto lo scontato via libera dai colleghi anche se qualche mugugno è stato annunciato, sarà sempre Paci a consegnare la Finanziaria nelle mani del Consiglio regionale subito dopo la Befana. Dove però troverà un clima molto più caldo sia all’interno della maggioranza di centrosinistra (in continua fibrillazione) sia per lo scontato sbarramento del centrodestra.
Rassicurante. È stato lo stesso assessore, in una sorta di presentazione ufficiosa della bozza contabile, a scacciare però possibili nubi all’orizzonte: «Escludo, come qualcuno dice, che sia l’ultima Finanziaria di questa maggioranza e della legislatura». L’ha detto per tenere alla larga i serpenti che continuano a sibilare: «Questo Consiglio non arriverà a scadenza naturale, il 2019. Sarà sciolto prima». La risposta del vicepresidente è stata rassicurante: «Non credo proprio che accadrà nulla di tutto questo. Siamo una maggioranza coesa seppure nelle diversità ma arriveremo fino in fondo». Chissà se l’ottimismo dichiarato sarà così resistente anche alle sicure liti per il rimpasto, è certo ma non si sa ancora quanti assessori coinvolgerà, al prossimo congresso regionale di un Pd in frantumi e a tutto il resto delle scorie, sono una montagna, che questa maggioranza si porta dietro da almeno un anno e mezzo.
Filosofia e primi numeri. Rispetto alle due passate, per la Finanziaria 2017 l’approccio di Paci è stato completamente diverso. Se in passato la bozza era blindata o quasi, quest’anno ha sottolineato prima e dopo gli incontri con le parti sociali: «Non sarà la Finanziaria della giunta o dell’assessore, ma del Consiglio e di tutta la Sardegna». Da qui è partito per annunciare che «puntiamo allo sviluppo, al lavoro e al sociale, per uscire dalla crisi e dare più forza ai timidi segnali di ripresa economica». Il primo tagliando sarà subito dopo l’Epifania, con un vertice di maggioranza in cui i partiti della coalizione dovranno dire la loro sulla ripartizione della disponibilità: 7 miliardi e mezzo. «Rispetto al 2016 – ha aggiunto Paci – avremo 50 milioni in più e oltre 300 milioni se il confronto è col 2015». Le nuove entrate saranno utilizzate ad esempio per raddoppiare la cassa del reddito di cittadinanza, passerà da 15 a 30 milioni, e aumentare gli interventi a sostegno del welfare con altri 30 milioni. «Dobbiamo sostenere lo sviluppo e dare risposte immediate ai sardi, che con il voto referendario ci hanno lanciato un segnale forte di malessere», è stata l’ultima anticipazione del vicepresidente. (ua)
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