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Contrassegno per il pane, c’è l’ok

Contrassegno per il pane, c’è l’ok

Il consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’etichetta per i prodotti freschi

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SASSARI. La giunta Pigliaru ha istituito il contrassegno che attesterà la vendita di pane fresco in Sardegna, previsto dalla legge di tutela approvata nel marzo scorso, all’unanimità, dal Consiglio regionale. Con una delibera proposta dall’assessore del Turismo, Artigianato e Commercio, Francesco Morandi, e su cui dovrà esprimersi la Quinta commissione, che si occupa delle attività produttive, sono stati approvati anche il manuale di utilizzo e le modalità di rilascio e revoca del contrassegno.

La legge 4 del marzo scorso prevede che il pane fresco, dotato di contrassegno regionale, debba essere venduto entro la giornata in cui è stato panificato. Gli altri tipi di pane, invece, dovranno essere venduti in scaffali ben distinti e separati, con l’indicazione «pane ottenuto da cottura di impasti». La normativa punta a tutelare un settore che in Sardegna conta circa 1.050 imprese, con oltre 4mila addetti e 350 milioni di euro di fatturato all’anno.

Il rischio spazzato via, in altre parole, è quello che la grande distribuzione diventasse ancor più padrona del mercato. Ora dovrebbe essere tutto più chiaro, o comunque, lo prevede uno dei 16 articoli della legge, il pane fresco e quello precotto-congelato dovranno essere esposti su banchi diversi, col primo che dovrà essere venduto “al massimo entro lo stesso giorno in cui è stato prodotto”, e nell’etichetta dovranno essere indicati “i prodotti utilizzati e il luogo di provenienza”.

La legge sul pane approvata il 4 marzo è di fatto la fusione perfetta delle due proposte presentate da Daniela Forma (Pd) e Luigi Crisponi (Riformatori) che erano state licenziate insieme dalla commissione Attività produttive, presieduta da Luigi Lotto (Pd). Inoltre, il rispetto delle norme e del contrassegno regionale sarà garantito: a eseguire i controlli nei panifici saranno le Asl e i Comuni, mentre i trasgressori, compresi i venditori abusivi, andranno incontro a una multa compresa tra i 250 e i 4mila euro.

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