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L’augurio di Pigliaru: «Sarà un anno decisivo»

L’augurio di Pigliaru: «Sarà un anno decisivo»

Il messaggio fra bilanci e obiettivi: «Raccoglieremo i risultati di un grande lavoro» Ma la maggioranza è sempre in manutenzione. Sanità e Finanziaria le priorità

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CAGLIARI. La Finanziaria alle porte, due assessori dimissionari e un rimasto tutto da fare: i primi trenta-quaranta giorni del 2017 saranno decisivi per il presidente Francesco Pigliaru. Anche dopo le nomine degli otto manager della sanità, la maggioranza continua a essere sfilacciata e il Pd, con un’infinità di problemi interni, sembra spingere sempre più verso una Giunta riveduta e corretta in chiave politica. Le pressioni sul governatore sono tante e nel primo vertice di maggioranza, subito dopo l’Epifania, all’ordine del giorno non ci sarà solo la Finanziaria. Perché il centrosinistra deve decidere ancora come cominciare la seconda e ultima parte della legislatura.

Il governatore 1. «Noi facciamo e continueremo a fare la nostra parte per rendere il nuovo anno positivo, sereno e costruttivo. Continueremo a lavorare con fiducia, energia e ancora maggiore impegno». È questo uno dei passaggi più significativi del post caricato da Francesco Pigliaru su Facebook, per augurare «a tutti i sardi un buon 2017». Per proseguire: «Sarà il primo anno in cui inizieranno a sentirsi, in misura importante, gli effetti positivi delle nostre politiche, di quanto le nostre scelte, le nostre azioni siano in grado di segnare miglioramenti concreti nella vita di tutti i giorni, con particolare attenzione per chi ha maggiori difficoltà». In queste ultime parole del presidente è racchiusa, con molta probabilità, quella che potrebbe essere la prossima strategia del centrosinistra. Dal voto referendario in poi, va ricordato l’oltre 72 per cento di no in Sardegna, record nazionale, la maggioranza ha capito che il malessere è forte. Nella Finanziaria dovrebbero esserci le prime risposte: dal reddito di cittadinanza ai cantieri verdi fino alle politiche sociali, con un investimento totale di 245 milioni. E anche una trentina di milioni destinati a rilanciare l’occupazione. Ma bisognerà vedere come la Finanziaria uscirà dal dibattito in Consiglio regionale.

Il governatore 2. Il 2016 «è stato l’anno della riforma della sanità e degli enti locali, l’anno della chiusura della vertenza entrate e del reddito di cittadinanza». Comincia con questo bilancio la seconda parte del post di Pigliaru. «È stato anche l’anno di risultati significativi – prosegue il governatore – come i migliori dati sull’occupazione sino alla messa in sicurezza dell’aeroporto di Alghero, ottenuta tendendo la barra dritta e sconfiggendo chi ha certo in tutti i modi di bloccare la soluzione da noi proposta». Poi il passaggio sul Patto per la Sardegna, firmato a luglio, a Sassari, con l’allora governo Renzi. «Per la prima volta – scrive Pigliaru – ha ricevuto riposte concrete per mitigare gli svantaggi reali causati dall’essere un’isola: oltre tre miliardi di euro per trasporti, mobilità interna ed energia». La prima tranche del Patto sarà spesa quest’anno, 241 milioni, ma per Pigliaru «gli effetti positivi del nostro lavoro sono immediatamente visibili». Li cita: la Carlo Felice libera dai cantieri, la Sassari-Olbia, attesa da decenni, e la messa in sicurezza di moltissimi edifici scolastici con il programma Iscol@. Ora c’è da affrontare l’anno nuovo e la maggioranza del governatore avrà il suo bel daffare.

Sanità e rimpasto. Da ieri l’Azienda unica o Ats è operativa. Oggi, a Sassari, l’assessore Luigi Arru, e soprattutto il direttore generale Fulvio Moirano presenteranno gli otto manager appena nominati a capo delle otto ex Asl, trasformate in Aree socio sanitarie locali. Tutti contenti per le scelte? Pare che i malumori siano più di uno. Antonio Solinas, consigliere regionale del Pd, area Cabras-Fadda, ha commentato: «Dobbiamo lavorare tutti nella stessa direzione e solo allora potremmo davvero cambiare verso». Il deputato Siro Marrocu, ex minoranza del Pd, ha aggiunto: «Non è più la stagione degli unti dal Signore. È arrivato il momento che la politica ritorni a prendere il suo ruolo». Non c’è dubbio: il rimpasto per Pigliaru sarà molto, molto complicato. (ua)

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