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Il sindaco: costretti a pagare tutti i servizi

Il sindaco: costretti a pagare tutti i servizi

A Bortigali il Comune di tasca propria mette i soldi per avere la scuola, il medico, il giudice di pace

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BORTIGALI. Elenca in modo ordinato il lungo elenco di servizi che il suo Comune è costretto a pagare per non diventare un centro fantasma. Il sindaco di Bortigali, Francesco Caggiari, ha il tono rassegnato del padre di famiglia costretto a pagare per tutti. «Ritorno da una riunione con altri dieci sindaci del Marghine – spiega –. Abbiamo deciso di pagare noi per far restare il giudice di pace a Macomer. Una cosa incredibile». In realtà Caggiari, come tanti altri primi cittadini si è dovuto inventare un po’ di tutto per non dover chiudere il Comune per assenza di servizi. «Si parla tanto di spopolamento – continua – poi vorrei che tutti capissero quello che davvero accade. Il postino ce lo vogliono levare. Mi è arrivata la lettera in cui si dice che verrà a giorni alterni. Per fortuna da noi ancora funziona l’ufficio postale, ma anche quello in futuro potrebbe essere a rischio. Già ora ci troviamo costretti a pagare la luce, il gasolio e l’acqua alla scuola elementare, a pagare noi un bidello e alcuni insegnati delle pluriclassi. Abbiamo dovuto trovare un locale, di cui sosteniamo tutti i costi, per il medico di base». Caggiari non si ferma allo stop del postino. «Il nostro territorio è abbandonato. Rischiamo di perdere le scuole di base, e non parlo solo del mio comune, ma anche di Birori, Macomer, Lei, Sindia, Silanus. Il Marghine è abbandonato. Abbiamo la Nuoro-Macomer che è in condizioni disastrose, la tratta ferroviaria che è chiusa. Le banche, le scuole, gli ospedali, le forze dell’ordine, la giustizia che vanno via. Hanno chiuso anche il carcere. Ma se non si danno i servizi di base come si può pretendere che la gente resti a vivere nei nostri comuni. Ci hanno abbandonato». Bortigali ha 1350 abitanti, qua lo spopolamento è iniziato da più di un secolo, nel 1901 il paese contava 3100 residenti. «Ma in questi ultimi anni tutto è peggiorato in nome di un presunto taglio delle spese. Quando esisteva un vero Stato di diritto c’era la scuola anche a Mulargia, una frazione con 80 abitanti. Ora rischiamo di non averle neanche a Macomer. Ma come possiamo andare avanti?». Lo sconforto prende il sopravvento. «Fare il sindaco è una missione impossibile – continua Caggiari –. Facciamo da parafulmine per tutte le cose. Dobbiamo subire minacce e attentati. Non possiamo dare risposte ai nostri concittadini neanche quando abbiamo le risorse. Il bilancio armonizzato blocca la possibilità di spendere anche i soldi che abbiamo in cassa. Non posso neanche assumere un operaio per tappare le buche nelle strade. La situazione non è più tollerabile. Non escludo che il Marghine scenda in piazza per protestare contro uno stato di abbandono non più tollerabile. Lo Stato, ma anche la Regione ci devono dare risposte immediate». (l.roj)

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