Il nuovo segretario del Pd sarà eletto a metà marzo
CAGLIARI. Non più domenica 26 febbraio, ma il 12 marzo, sempre di domenica. Dovrebbe essere questa la data più probabile del congresso regionale straordinario del Pd, convocato per eleggere dopo otto...
CAGLIARI. Non più domenica 26 febbraio, ma il 12 marzo, sempre di domenica. Dovrebbe essere questa la data più probabile del congresso regionale straordinario del Pd, convocato per eleggere dopo otto mesi il successore del segretario dimissionario Renato Soru. A confermare le indiscrezioni sulla data e soprattutto definire le procedure di avvicinamento al congresso sarà la direzione regionale del partito, convocata lunedì prossimo, a Oristano, dal garante Gianni Dal Moro, da ottobre al vertice del partito in questa fase di transizione.
La commissione. Per statuto, caso unico in Italia, le due commissioni (una per il regolamento del congresso, l’altra per le primarie) dovranno essere votate anche dall’assemblea degli iscritti ed è quindi probabile che la stessa assemblea potrebbe essere convocata all’inizio della terza settimana di gennaio. Ma si sa già che le due commissioni saranno unificate in una sola, in cui dovrebbero essere rappresentate tutte le quattro correnti interne: popolari-riformisti dell’area Cabras-Fadda, soriani,, ex minoranza (renziani più ex Diesse ed ex popolari) e il gruppo de “La traversata” o ex civatiani che, a suo tempo, non si sono dimessi dal partito.
Le primarie. Saranno aperte e il che vuol dire: alla carica di segretario regionale potrà candidarsi anche chi non è iscritto al Pd, ma si riconosce comunque nello statuto. Invece proprio il Partito Democratico non potrà presentarsi con più di tre candidati. Se fossero di più, a fare la prima selezione saranno i tesserati dei circoli. Tra l’altro – stando alle indiscrezioni – avrà diritto di voto chi s’è iscritto al partito entro il 31 gennaio.
Le candidature. Sembra che le correnti, o almeno tre su quattro, l’unica per il momento estranea sarebbe quella degli ex civatiani, avrebbero intenzione di presentare una candidatura unica interna e sarebbe questo il segnale di una forse ritrovata unità dopo mesi di sciabolate. È solo un’ipotesi: in questi otto mesi le varie componenti – se si escludono le ultime settimane – hanno pensato più che altro a contrapporsi. È ancora più difficile ipotizzare se alle primarie di marzo potranno presentarsi o meno candidati esterni al Pd Tutti i giochi sono ancora aperti.
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