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Nomine Asl, annunciati molti ricorsi al Tar

Nomine Asl, annunciati molti ricorsi al Tar

I primi dubbi sulle scelte sollevati dai Riformatori. Stoccata di Capelli, Cd: è mancata la trasparenza

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CAGLIARI. La fresca lista degli otto direttori delle Aree socio-sanitarie, le ex Asl, è già finita sotto esame. Al di là delle scontate critiche politiche, arrivate dalla maggioranza di centrosinistra e dal centrodestra, alcune delle nomine starebbero per essere impugnate dagli esclusi. Da più parti sono stati annunciati almeno una decina di ricorsi al Tribunale amministrativo della Sardegna, mentre nelle prossime ore gli studi legali incaricati presenteranno la richiesta di “accesso agli atti”. Sarà questo il primo passo per capire – alcuni dicono scoprire – quali sono stati le procedure e i criteri scelti dalla commissione esaminatrice, presieduta da Francesco Enrichens, direttore sanitario dell’Azienda unica, per stilare la rosa dei «più idonei», testuale dalla delibera pubblicata sul sito ufficiale dell’Ats. Perché – ancora testuale – è stata proprio «quella rosa a essere sottoposta al direttore generale dell’Azienda (Fulvio Moirano) per la valutazione finale e la nomina degli otto».

I primi dubbi. A sollevarli è stato Franco Meloni, direttore del Centro studi dei Riformatori, partito dell’opposizione. In un post ha scritto: «Le nomine sono state effettuate il 29 dicembre da Moirano, quand’era ancora direttore generale dell’Asl di Sassari e non aveva ancora assunto formalmente (lo è dal primo gennaio) l’incarico di direttore della nuova Azienda unica». È stato legittimo, oppure no? Lo decideranno i giudici del Tar. Un secondo dubbio riguarda invece il curriculum del direttore amministrativo di Unica, Stefano Lorusso, che – come prevede la legge – ha controfirmato le nomine. Secondo Meloni, Lorusso potrebbe non avere i titoli per ricoprire l’incarico e se così fosse – aggiunge – «tutte le delibere che ha firmato sarebbero a questo punto illegittime, inclusa quella di nomina dei direttori delle Aree socio-sanitarie». Con molta probabilità anche questo dubbio sarà al centro degli annunciati ricorsi al Tar.

La stoccata. Arriva da Roberto Capelli, deputato e leader del Centro democratico, partito di maggioranza che giovedì deciderà se sostenere ancora la giunta Pigliaru. «Egregio dottor Moirano – scrive il parlamentare in una lettera aperta pubblicata sulla Rete – dopo aver fatto sapere a suo tempo che avrebbe tenuto lontano la politica dalle sue scelte e dopo averle ricordato che esiste invece la buona politica, capace di non interferire con indicazioni clientelari e anche da sempre impegnata nella ricerca della trasparenza per poi presentarsi al giudizio dei cittadini, devo riscontrare che purtroppo le sue ultime nomine non sono state estranee da pressioni politiche». Con una seconda stoccata più diretta: «È mancata completamente la trasparenza, nonostante lo prevedesse una delibera di Giunta, sulla selezione dei direttori delle Aziende socio-sanitarie». A questo punto è sempre più probabile che il Cd esca dalla maggioranza. Serve un’altra prova? Eccola: «L’assessore Arru – scrive Capelli – può tornare a fare il medico. I sardi gli saranno grati e forse la legislatura potrà essere salvata».

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