Orto botanico, l’ex rettore Mastino: «Ma il critico d’arte non sa di cosa parla»
«È una struttura moderna. Il professore venga a visitarla». Nessun commento da Vanni Maciocco progettista dell’opera
SASSARI. Quattro rettori, sei sindaci, vent’anni di lavori, un fiume di soldi e una bella dose di veleni, quasi tutti interni al non facile mondo accademico turritano. Non è una storia semplice quella del polo bionaturalistico di Piandanna. E non è difficile immaginare che proprio dalle mura dell’Ateneo sassarese sia partita la foto galeotta che lo staff di Sgarbi ha rilanciato nel profilo twitter-gogna del critico ferrarese. Quando però il serpentone di acciaio, vetro e trachite rosa è stato definito uno “sfregio per l’Italia” sono davvero in molti quelli che sono saltati sulla sedia: perché l’opera progettata da Vanni Maciocco potrà essere faraonica, fuori luogo, addirittura inutile. Ma definirla brutta, partendo inoltre da una singola e parzialissima foto, è sembrato davvero ingeneroso.
E così, mentre i vertici dell’Ateneo tacciono combattuti per non dare dignità di interlocutore a Sgarbi, a battere un colpo ci ha pensato l’ex rettore dell’università Attilio Mastino, non tra i più sperticati fan dell’opera iniziata ben prima della sua nomina, ma comunque pronto a difenderla a spada tratta. Il sasso nello stagno un post sul suo frequentato profilo facebook, non certo il mezzo milione di follower di Sgarbi, ma cinquemila amici con dentro una buona fetta dell’accademia e della politica cittadina. «Sassari, Piandanna. L'edificio destinato ai dipartimenti dell'università, museo, orto botanico, biblioteche, laboratori. Invitiamo Vittorio Sgarbi a visitarlo?».
Una provocazione corredata da 31 foto della struttura di Piandanna, seguita da decine di commenti, quasi tutti favorevoli al progetto. «Sgarbi non è preparato per l'architettura contemporanea e come lui tanti altri – attacca, ad esempio, l’artista sassarese Igino Panzino – questo progetto ha il merito di essersi posto problemi di architettura anziché, come generalmente succede, senza che nessuno abbia niente da ridire, porsi, semplicemente, problemi di cubature o di mera edilizia, i giudizi vanno lasciati a chi sa di cosa si parla».
«Non vorrei intervenire a difesa del Polo di Piandanna senza averne più il titolo – sottolinea l’epigrafista e storico bosano, rettore dal 2009 al 2014 – ma non posso esimermi dal rilevare che sia una delle strutture più moderne che ci siano in città. Trovo che Sassari debba coltivare le giuste ambizioni. E che queste si declinino anche nella progettazione e costruzione di complessi come il Polo Bionaturalistico. C’è il rammarico che i lavori siano durati così a lungo, ma è sbagliato pensare che usati i fondi siano stati tolti ad altre opere. Erano fondi Fas dedicati. E sarebbero andati persi».
Cucita la bocca del progettista, ed ex preside di Architettura, Vanni Maciocco. Che si limita a lasciar filtrare che non è mai giusto nè elegante rispondere a critiche, sempre legittime, sui propri lavori. Da sottolineare però che il progetto dell’opera definita una sfregio è stata pubblicata in varie riviste di architettura internazionali. Ed è valsa a Maciocco la selezione, per citarne una, nella pubblicazione della Dell’Anna editore, con prefazione di Paolo Portoghesi, sui 100 migliori progettisti italiani insieme a Fuksas, Giugiaro, Pininfarina e altri mostri sacri. Con buona pace di Sgarbi e della sua galleria degli orrori.
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