Ciclista travolto e ucciso l’automobilista era ubriaco
La vittima è un operaio senegalese che percorreva la 131 per andare a lavoro
CAGLIARI. Travolto da una Smart su una corsia di accelerazione della statale 131 un ciclista di origine senegalese è volato a diversi metri di distanza dall’impatto ed è morto sul colpo. Si chiamava Lassana Sylla, aveva 38 anni e lavorava nello stabulario vicino al Carrefour dov’era diretto ieri mattina poco dopo le 7, quando è stato investito. Il conducente della piccola vettura ha 36 anni ed è stato lui a chiamare il 118 nel tentativo di prestare soccorso all’operaio extracomunitario. A intervenire sul luogo dell’incidente, al chilometro 7,400 della Carlo Felice, all’altezza di Sestu, sono stati gli uomini della polizia stradale di Carbonia e di Sanluri. Eseguiti i primi rilievi e limitata la circolazione, gli agenti hanno fermato l’automobilista e l’hanno sottoposto al test obbligatorio dell’etilometro, risultato positivo: su una soglia di tolleranza pari allo 0,50 il tasso alcolico è risultato superiore di un punto. Tanto dovrebbe bastare, in questa fase dell’inchiesta, a contestare al conducente dell’utilitaria le accuse di guida in stato di ebbrezza e di omicidio stradale. Accuse che dovranno essere vagliate dal sostituto procuratore di turno, insieme a un elemento destinato a pesare sulla valutazione dei fatti: la Carlo Felice, come tutte le superstrade, è interdetta alla circolazione di qualsiasi mezzo privo del motore, quindi anche alle biciclette. Secondo alcune fonti però quel tratto risulterebbe strada urbana e quindi sarebbe aperto a tutti i mezzi di trasporto. Se questo dettaglio possa influire sulla posizione dell’automobilista dovrà stabilirlo il magistrato. Comunque sia Sylla Lassana lo percorreva regolarmente per andare al lavoro, tenendosi molto vicino al cordolo che delimita l’asfalto. Ed è certo la visibilità, alle sette del mattino, è perfetta. Quindi la ragione dell’impatto potrà essere spiegata soltanto da chi era al volante della Smart. Un’ipotesi, tutta da verificare, è che imboccata la corsia di accelerazione l’automobilista abbia rivolto lo sguardo in direzione di Cagliari per accertarsi se ci fossero auto in arrivo sulla carreggiata principale, senza accorgersi della bicicletta. L’automobile, che aveva il parabrezza sfondato e danni consistenti sulla parte anteriore, è stata sequestrata e messa disposizione della Procura per un’eventuale perizia tecnica. Sulla base delle tracce rilevate sull’asfalto, della posizione dell’auto rispetto alla bicicletta e al corpo del ciclista la Polstrada dovrà ricavare indicazioni di massima sulla velocità tenuta dal conducente della Smart e sulle ragioni dell’incidente.
«Vedevo quel signore senegalese ogni mattina, quando percorro quel tratto di strada - è la testimonianza di Carmelino Fenudi, notissimo avvocato penalista di Ottana, che esercita a Cagliari - e devo dire che quando stamattina (ieri, ndr) ho visto il rottame della bicicletta e una scarpa sull’asfalto ho capito subito che si trattava di lui. Pedalava per venti chilometri su una bicicletta vecchissima e pesante per andare al lavoro, lo ammiravo per la sua volontà. Dire che mi dispiace è poco, sono veramente addolorato». (m.l)
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