Più sicurezza nelle carceri per evitare il proselitismo
SASSARI. La notizia ha riscaldato il dibattito politico mentre l’ombra dell’Isis si allunga dai confini del Medio Oriente. «Non ho la verità in tasca – commenta Gian Piero Scanu, deputato del Pd...
SASSARI. La notizia ha riscaldato il dibattito politico mentre l’ombra dell’Isis si allunga dai confini del Medio Oriente.
«Non ho la verità in tasca – commenta Gian Piero Scanu, deputato del Pd – ma i problemi delle carceri e la carenza di organico investono la civiltà giuridica del nostro Paese. Il ministero dell’Interno, che ultimamente è più lucido, deve risolvere la questione per fare in modo che queste detenzioni siano sicure per tutti, anche perché si corre il rischio della radicalizzazione». Il tema è caro anche al deputato di Sinistra italiana, Michele Piras: «Al di là del fatto che ospitiamo sempre i peggiori, dobbiamo evitare i piagnistei: le nostre carceri sono sicure e non vedo molta differenza tra i carcerati di qualche tempo fa, come il boss dei casalesi Antonio Iovine, e i pericolosi jihadisti che abbiamo oggi. Adesso serve attenzione accompagnata da un progetto di mediazione culturale che possa cancellare il proselitismo. Per evitare che le idee contagino altri detenuti è necessario rimuovere le radici dell’odio». Dalle carceri, però, arriva la richiesta della Fns-Cisl: «Invece di preoccuparsi della sicurezza i politici potrebbero pensare a una pianta organica della polizia penitenziaria che prevede 1919 unità mentre in servizio effettivo ce ne sono solo 1100», concludono dal sindacato.(c.z.)
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