Finanziaria, prima falsa partenza
Il centrosinistra fa mancare il numero legale. Alla sanità 3,3 miliardi
CAGLIARI. Il primo sbarco della Finanziaria 2017 in Consiglio regionale non è cominciato nel migliore dei modi. La riunione della commissione bilancio è saltata per mancanza del numero legale e guarda caso a provocare lo stop sono stati i consiglieri di maggioranza. Nella conta, il presidente della commissione, Franco Sabatini, ha certificato l’assenza di ben quattro consiglieri su sette del centrosinistra. Ufficialmente la riunione è stata rinviata per la contemporanea elezione del presidente del Consiglio per le autonomie, anche se fra i due appuntamenti non c’è alcun collegamento, la verità è che la maggioranza non avrebbe gradito la troppa segretezza che c’è ancora intorno alla Finanziaria. La commissione è stata rinviata a stamattina e poche ore prima del voto decisivo del Consiglio, arriverà di sicuro il primo via libera all’esercizio provvisorio fino a febbraio.
Prime rivelazioni. Lo stop di ieri è comunque servito. L’assessore al Bilancio, Raffaele Paci ha confermato che oggi consegnerà alla maggioranza la relazione politica che fa da cappello alla Finanziaria. In altre parole, i consiglieri sapranno come sono stati ripartiti i 7,6 miliardi a disposizione della Regione. C’è anche un’altra anticipazione: il Consiglio avrà a disposizione una ventina di milioni per aggiustare la manovra contabile. Subito dopo la relazione politica, il Consiglio regionale riceverà anche la bozza definitiva della Finanziaria su cui l’assessore Paci continua a dire: «Non è della Giunta, ma del Consiglio e di tutti i sardi». Secondo le previsioni, il voto finale dovrebbe essere a marzo.
La sanità. Un altro mistero è stato svelato in queste ore di vigilia. Il sistema sanitario sarò finanziato con 3,3 miliardi di euro, compresa una piccola quota a carico dei fondi nazionali. Il che vuole: poco meno della metà del bilancio sarà speso per acquistare farmaci e far funzionare Asl unica, ospedali, e il resto del sistema. È pressappoco lo stesso budget iniziale del 2016 ma che poi alla fine dell’anno era stato aumentato per coprire il cronico disavanzo delle Asl.
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