La Nuova Sardegna

No del Pds al dimensionamento scolastico

L’assessore Maninchedda diserta la giunta. E oggi il Partito dei sardi annuncia l’adesione di Unali

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CAGLIARI. È stato un martedì da leoni per il Partito dei sardi, che ha messo a segno due colpi. Il primo sarà confermato oggi con l’arrivo nel partito e nel gruppo in Consiglio regionale di Alessandro Unali, eletto nel 2014 con la lista Sinistra sarda quota Rifondazione comunista. Con l’ingresso del quinto consigliere il Pds diventerà la seconda forza del centrosinistra al governo: supererà l’ex Sel, ferma a quattro. Il secondo colpo di giornata è questo: con un’alzata di scudi, i sovranisti sono riusciti a bloccare e far rinviare, in Giunta, l’approvazione del piano di dimensionamento scolastico 2017-2018 annunciato dall’assessore Claudia Firino (ex Sel). Prima dei dettagli, un commento: è stato davvero un martedì da incorniciare per il Partito dei sardi.

Il quinto. Prima erano solo in due (Augusto Cherchi e Piermario Manca), poi è arrivato Gianfranco Congiu (l’ha deciso il Consiglio di Stato), subito dopo Roberto Desini (ex Cd) e ora Unali (Sinistra sarda). Dopo oltre metà legislatura, il Pds ha dunque più che raddoppiato i consiglieri. Ora bisognerà vedere quali effetti avrà questa prova di forza sulla maggioranza e anche il sicuro rimpasto degli assessori. Il perché dell’addio a Rifondazione Unali lo spiegherà oggi, ma i contatti con il Pds duravano da tempo e c’è stata un’accelerata dopo l’uscita di Rc dal centrosinistra. In altre parole, un divorzio scontato e un secondo matrimonio lo stesso scontato.

Il blocco. È da settimane che il Partito dei sardi dichiara la sua netta opposizione al prossimo piano scolastico. Perché? «Perché è troppo legato alle tabelle ministeriali e quasi nulla alla realtà della Sardegna». Per questo a poche ore dalla riunione di Giunta il piano era all’ordine del giorno, i sovranisti hanno scatenato un fuoco di fila contro la bozza dell’assessore Firino. Prima con il capogruppo Gianfranco Congiu, poi col segretario Franciscu Sedda e infine con l’assessore Paolo Maninchedda, che è arrivato a disertare la riunione a Villa Devoto. Alla fine hanno vinto loro: l’approvazione del piano è stata rinviata a data da destinarsi e la Giunta ha ratificato solo le linee guida per altro già licenziate dal Consiglio. Il commento del Pds è stato questo: «Speriamo che finalmente ci sia un confronto pubblico sul futuro dell’istruzione senza più subire il vincolo delle tabelle dello Stato italiano».

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