La Nuova Sardegna

Accoglienza nell’isola il piano per i Comuni

di Claudio Zoccheddu
Accoglienza nell’isola il piano per i Comuni

Nuova distribuzione: si terrà conto del numero degli abitanti

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SASSARI. Si potrebbe definire “accoglienza 2.0”. Il nuovo sistema predisposto dal ministero dell’Interno per combattere l’emergenza generata dall’arrivo dei migranti somiglia tantissimo a quanto era stato chiesto dai sindaci della Sardegna che, tramite l’Anci, avevano caldeggiato un piano di accoglienza diffuso su tutto il territorio contro quello che vedeva impegnati solo una parte dei comuni. L’ultima fotografia dell’isola ha immortalato 77 comuni inseriti nel circuito dell’accoglienza su un totale di 377. Una proporzione che non poteva reggere alla prova del tempo e che, da ieri, sembra destinata a diventare un ricordo superato da una ripartizione equa dei migranti che fanno richiesta di asilo politico sul territorio regionale, seguendo criteri specifici e facilitando l'attività dei Comuni.

Il vertice. Se ne è discusso ieri mattina in Prefettura a Cagliari dopo le novità introdotte dall’accordo tra il ministero dell'Interno e l’Anci sulla rete dei centri di seconda accoglienza, lo Sprar, sigla di “sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati”. Al vertice ha partecipato, collegato in videoconferenza , anche il prefetto Mario Morcone, capo del dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Viminale.

Le nuove regole. In Sardegna operano solo nove strutture destinate allo Sprar ma i nuovi criteri per la ripartizione sono gli stessi decisi per tutto il territorio nazionale: sei migranti per i comuni con meno di 2mila abitanti, tre ogni mille per quelli che superano i 2mila abitanti e due migranti ogni mille abitanti per la città metropolitana di Cagliari. Ai Comuni verranno riconosciuti 500 euro una tantum per ogni profugo. Il nuovo meccanismo che gestirà tutte le fasi dell’accoglienza dovrebbe consentire di svuotare i Cas (Centri di accoglienza straordinaria) destinando le persone oggi ospitate nei centri Sprar, che verranno realizzati nei comuni che aderiranno al piano.

Collaborazione. «Insieme all'Anci – ha annunciato ieri il prefetto di Cagliari, Giuliana Perrotta – organizzeremo una serie di incontri con i sindaci in modo che tutti possano essere coinvolti ma solo dopo gli incontri con i primi cittadini avremo una situazione decisamente più chiara».

In Sardegna, in particolare, la ripartizione terrà conto dello spopolamento di alcune zone, soprattutto all'interno, e verrà effettuata in base ai principi di proporzionalità demografica e volontarietà. L’ospitalità, dunque, rimane legata alla volontà degli amministratori degli enti locali e non ci saranno imposizioni dall’alto.

I migranti nell’isola. L’ultimo censimento ha contato 5.678 migranti distribuiti in un isola in cui solo 77 Comuni su un totale di 377 sopportano lo sforzo che deriva dall’accoglienza. La maggior parte dei profughi si trova nel cagliaritano, che ne ospita 2.283. Un numero che è anche l’ulteriore conferma di una ripartizione per nulla equa. C’è poi la carenza di sistemi di protezione: «Sono pochissimi gli Sprar nell’isola – conferma il prefetto di Cagliari – è quindi necessario incentivare l’apertura di nuovi che possano consentire di affrontare al meglio i futuri arrivi. Chi fa richiesta di asilo o protezione internazionale verrà spostato in questa strutture e qui attenderà l'esito della richiesta, liberando di fatto i posti nei centri di accoglienza straordinari». Anche la Regione è pronta a fare la sua parte: «Abbiamo accolto positivamente il piano perché è improntato su principi di equità. Noi siamo stati presenti a tutte le riunioni e contribuiamo dando i nostri suggerimenti – conferma l’assessore alla difesa dell’ambiente con delega alla Protezione civile, Donatella Spano –, affronteremo la questione anche durante la conferenza delle Regioni».

I flussi. Non sono state previste novità, invece, per quanto riguarda la prima accoglienza dei flussi straordinari. Il meccanismo di soccorso verrà innescato alla vecchia maniera, ovvero tramite i bandi. Attualmente, secondo agli ultimi dati forniti dalla prefettura di Cagliari, i migranti ospitati in Sardegna sono 5.678 mentre gli arrivi diretti dall’Algeria sono stati, nel corso del 2016, 1.012. Gli altri migranti sono finiti in Sardegna dopo essere stati ripescati a bordo delle carrette del mare che affrontano le correnti del canale di Sicilia, spesso prendendo il mare dalle coste della Libia.

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