La Nuova Sardegna

Finanziaria 2016 bocciata Paci corregge: tutto risolto

La Consulta affonda il bilancio, ma l’assessore replica: errore tecnico già sanato Bagarre in aula, le opposizioni chiedono le dimissioni e arrivano siluri dagli alleati

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CAGLIARI. La Finanziaria, quella vecchia e quella nuova, confuse in un intreccio di numeri, tabelle, sentenze e rapporti difficili fra Regione e Governo. Da perderci la testa, da scatenare una bufera fino a far saltare i nervi a qualcuno. È cominciato tutto quando l’Ansa ha rilanciato la notizia che «i conti del 2016 erano stati bocciati dalla Corte costituzionale», oppure quando qualcuno mezz’ora dopo dirà in Consiglio regionale «Quelli del 2017 sono ancora peggio e più o meno misteriosi». Anche se poi l’aula voterà comunque tre mesi (e non due) di esercizio provvisorio. Serve però un po’ d’ordine, non solo nei conti, per capire meglio come mai i due faldoni, vecchio e nuovo, dell’assessorato al Bilancio siano diventati insieme un caso politico. Fino a sfociare nella richiesta arrivata dall’opposizione di dimissioni immediate al vicepresidente Raffaele Paci per «manifesta incapacità». Con subito una replica secca: «Non ci penso nemmeno. Se, nel 2016, abbiamo commesso un errore tecnico, è stato sanato e ritorniamo a discutere dell’attualità, della Finanziaria 2017». Anche se poi, quasi nello stesso momento, da Roma, sono stati a sorpresa due parlamentari della maggioranza – Luciano Uras (ex Sel) e Roberto Capelli (Cd) – a rincarare l’attacco a Paci: «I tecnici hanno fallito. La politica ritorni al governo della Regione». Con un minaccia velata: il cammino della Manovra 2017 sarà tutt’altro che facile.

Primo atto. Quando sembrava scontato che l’interesse fosse incentrato tutto sulla prossima Finanziaria, c’è stato invece un brusco salto indietro fino al 2016. A scombussolare la scena, è stata la sentenza della Corte costituzionale, che nel discutere le contestazioni del Governo sui conti regionali dell’anno scorso, è andata oltre. Ha considerato un errore incostituzionale la quadratura di quel bilancio, per «31 milioni in entrata che in effetti non c’erano» e quindi – secondo la Consulta – «l’obbligatorio pareggio dei conti non è stato raggiunto». Questa decisione, molto tecnica, ha scatenato un putiferio. Perché se prima Paci ha ammesso più che l’errore una «diversa interpretazione delle norme con il Governo», poi è stato pronto anche nella spiegazione: «Con l’assestamento di bilancio, approvato a dicembre, comunque abbiamo corretto la contabilità ancor prima della sentenza della Corte e quindi la Finanziaria del 2016 è legittima». All’opposizione – da Forza Italia all’Udc fino ai Riformatori – però non è bastato il cosiddetto rattoppo volante. Con durezza, uno dopo l’altro, ha chiesto a Paci di dimettersi, perché «l’anno scorso ha voluto fare il primo della classe ma ha toppato quand’è finito sotto esame, con una figuraccia mai accaduta nella storia dell’Autonomia». L’assessore è stato freddo nella replica: «Mi dimetterò solo se un domani la Corte dei conti non dovesse dare il via libera al bilancio del 2016, ma non accadrà». Per tutta risposta, poco dopo, la minoranza deciderà di non partecipare al voto sull’esercizio provvisorio per i primi tre mesi del 2017. Però a scuotere il centrosinistra più che altro è stato l’attacco in comtemporanea dei parlamentari. Uras e Capelli sono stati anche loro perentori: «Non basta ammettere la colpa – per ritornare a essere innocenti». Però Paci, almeno per ora, ha superato indenne anche l’ultimo pesante fuoco amico e per lui è rimasto solo un tema all’ordine del giorno: la Finanziaria 2017.

Secondo atto. Sempre ieri la Manovra di quest’anno ha cominciato quel percorso che, entro tre mesi, dovrà per forza concludersi con l’approvazione del Consiglio. La commissione bilancio, presieduta da Franco Sabatini del Pd, ha ricevuto gli allegati, ma non ancora le singole voci di spesa. Anche su questo mistero il centrodestra ha attaccato: «L’assessore chiede alla sua maggioranza un atto di fede senza svelare le carte». Il centrosinistra ha fatto quadrato: «Ci sarà tempo per leggere i conti e se necessario correggerli». Qualche anticipazione però c’è stata: la sanità avrà 3,3 miliardi, l’ambiente 376 milioni, la scuola 170, i trasporti 545, l’agricoltura quasi 80, gli enti locali in tutto 1,3 miliardi, welfare e lavoro insieme oltre 400 milioni. Ma è solo un «punto di partenza», perché Paci ha riproposto quello che è diventato il suo mantra: «Questa non è la Finanziaria della Giunta, ma del Consiglio e della Sardegna. Quindi discutiamo solo del 2017, perché il 2016 ormai è roba vecchia». (ua)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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