La Nuova Sardegna

Poche industrie, la qualità dell’aria migliora

La Regione fornisce i dati sulla presenza delle polveri sottili. Sforamenti solo nelle aree produttive

2 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. L’aria di Sardegna è buona e ancora pulita, ma tenere alta l’allerta è meglio. Non si sa mai che qualche industria riprenda a produrre a pieno regime. Comunque qualche problema c’è stato. Nell’area vasta di Cagliari per due volte, nel 2011 e tre anni fa, le soglie massime delle polveri sottili sono state superate, e anche i fumi provocati da combustioni d’ogni tipo sono andati oltre la soglia di sicurezza. Anche nelle aree industriali – da Macchiareddu a Porto Torres – è necessario vigilare e anche aggiornare il Piano sulla qualità dell’aria, lo stesso dal 2005. «Non c’è alcuna emergenza, sia chiaro – ha sottolineato l’assessore all’ambiente Donatella Sano. È evidente che in Sardegna la qualità dell’aria è ottima rispetto a quelle di gran parte delle altre regioni, costrette a interventi straordinari contro l’inquinamento atmosferico». Ma visto che qualche piccolo allarme c’è stato, con «l’aggiornamento del Piano vogliamo essere ancora più vigili e controllare, ancora con maggiore efficacia, attraverso le quaranta centraline dellìArpas l’emissione di polveri sottili e degli altri inquinanti nei cinque area in cui è divisa la Sardegna: l’agglomerato di Cagliari, la zona urbana di Sassari e Olbia, le zone industriali (Assemini, Capoterra, Portoscuso, Porto Torres, San Gavino e Sarroch) e negli altri Comuni delle zone interne anche se «lì oggi l’aria è eccellente». Perché il problema – seppure limitato – è nelle città e nelle aree industriali. Il principale responsabile delle emissioni inquinanti, pur se lontane dai livelli di guardia, sono per esempio il traffico urbano, gli effetti del riscaldamento domestico, dai caminetti alle stufe incidono per il 50 per cento, poi le attività di estrazione nelle cave e nelle fabbriche di laterizi, quelle nei porti. Con infine gli incendi, intorno all’8 per cento sull’inquinamento e le centrali termoelettriche, il 16 per cento. «Dobbiamo essere ancora più efficienti – ha aggiunto l’assessore – e con il nuovo Piano vogliano preservare l’alta qualità dell’aria in Sardegna». Esiste certo un problema culturale e di educazione ambientale ma «dobbiamo incentivare – ha sottolineato l’assessore – la sostituzione dei caminetti e delle stufe tradizionali con sistemi moderni e ad alta efficienza, o incentivare il minor utilizzo di olio combustibile e favorire l’utilizzo dei trasporti urbani». Tutto per stare ancora meglio, perché l’aria di Sardegna è invidiata da chi vive sulla terra ferma.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative