Allarme Tbc, in arrivo esposto in Procura
Solanas, lo presenterà il legale che ha denunciato il caso. L’Asl assicura: niente rischi, controlli regolari
CAGLIARI. Subito una richiesta di informazioni, partita dal prefetto Giuliana Perrotta e indirizzata alla responsabile della prevenzione dell’Asl 8 Silvana Tilocca. Domanda inevitabile: esiste un rischio legato alla possibile diffusione della tubercolosi oppure la situazione è da considerarsi sotto controllo? La risposta è rassicurante: nessun pericolo, i controlli sanitari sui migranti ospitati nei centri di accoglienza sono costanti e regolari. Secondo l’ufficio di gabinetto del prefetto nel colloquio telefonico si è parlato anche dell’hotel Abbablu, dove in base alle testimonianze raccolte dalla Nuova Sardegna i giovani migranti risultati positivi al test di Mantoux - quello per la Tbc - non verrebbero accompagnati ai centri medici per i controlli necessari o comunque non sempre: anche in quella struttura di Solanas tutto regolare, malgrado il volontario Massimo Coraddu abbia riferito una situazione esattamente contraria e l’avvocato Massimo Mattana abbia denunciato la presenza al tribunale di Cagliari di giovani del Mali arrivati da Solanas privi di documenti aggiornati sul loro stato di salute e almeno in un caso colpiti dal batterio della Tbc. In questo palleggio di informazioni, dove l’azienda sanitaria responsabile della prevenzione e il sindaco di Sinnai - cui fa capo la struttura di accoglienza di Solanas - rifiutano di rispondere alle domande dirette del cronista, l’avvocato Mattana si prepara a presentare un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica, perché la situazione venga affrontata e chiarita, semplicemente con l’esame di registri e documenti che tracciano accertamenti diagnostici, visite ed eventuali ricoveri con la periodicità relativa. Finora è stata la presenza continua di migranti nelle aule del tribunale cagliaritano, parte dei quali privi di documentazione medica esaustiva, a diffondere preoccupazione: «Non ho ricevuto segnalazioni formali - avverte Rita Dedola, presidente dell’Ordine forense di Cagliari - ma sappiamo tutti che il problema c’è e non è certo una colpa dei migranti. Ad ogni incontro con le autorità destinate ai controlli abbiamo sempre ricevuto risposte rassicuranti, ma è chiaro che se esistesse un pericolo diffuso per la salute, prima di tutti per i migranti ammalati e poi per gli operatori della giustizia, interverremo secondo le nostre possibilità.
Ad ogni livello - è bene chiarirlo - si parla sempre e solo di rischio potenziale, non risultano epidemie e non c’è alcun allarme. Si tratta di capire se quello denunciato all’Abbablu di Solanas sia un caso isolato, conseguenza di disfunzioni, oppure se i rapporti tra le strutture di accoglienza convenzionate - e pagate - dalla Prefettura e le aziende sanitarie non corrispondano agli impegni. La Tbc è una malattia che non fa paura ed è curabile, una diffusione massiccia della Tbc rappresenta però una minaccia da non sottovalutare.
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