Consorzi Zir, nuova vita per i lavoratori
Al via la chiusura degli enti, si parte da Tempio. I dipendenti riassorbiti nei Comuni o nelle Unioni dei Comuni
SASSARI. La nuova vita è iniziata, dopo 8 anni in apnea. I lavoratori dei consorzi Zir salutano il vecchio impiego e sono pronti a ripartire. Gli enti, in liquidazione dal 2008, chiudono i cancelli. Il primo della lista è quello della zona industriale di Tempio, a ruota seguirà Siniscola. Per i dipendenti ci sarà posto nei Comuni e nelle Unioni dei Comuni: nei nuovi uffici prenderanno posto a partire da domani. Con una certezza: a fine mese riceveranno lo stipendio, diventato da tempo un miraggio.
La svolta. È arrivata dopo 8 anni di incertezza e circa due di buio totale. La Regione ha pagato i conti per la messa in liquidazione dei primi due consorzi Zir – quelli che attraversavano le maggiori difficoltà finanziarie – e ricollocato i dipendenti. Che a breve, probabilmente tra febbraio e marzo, riceveranno tutte le mensilità arretrate, una quindicina per i lavoratori galluresi, circa il doppio per quelli di Siniscola. Tutto sembra andare nella direzione giusta, grazie alle ultime azioni decisive compiute dall’assessorato all’Industria su pressing di alcuni consiglieri regionali come il gallurese Pierfranco Zanchetta. Ma soprattutto, a colpire in questa lunga e complicata vicenda, è stata la pacatezza mostrata dai lavoratori: nonostante non venissero pagati da tempo, giorno dopo giorno hanno timbrato il cartellino, Hanno eletto un coordinatore, Mariolino Azzena, e hanno protestato sempre in maniera civile e pacata. Ora, almeno per una parte di loro, l’incubo è finito.
La storia. L’inizio nel 2008, con la legge 10 firmata dall’ex giunta Soru. Stabiliva la messa in liquidazione degli 8 consorzi Zir e il passaggio dei dipendenti ai Comuni, alle Province o ai neonati consorzi provinciali. Nei consorzi arrivarono i commissari e cominciò lo stillicidio. Perché l’era Soru finì in anticipo e nei cinque anni successivi la giunta di centrodestra guidata da Cappellacci non si interessò della questione. Nel frattempo i consorzi Zir in liquidazione persero i finanziamenti e iniziarono ad accumulare debiti. Le 1800 aziende che gravitavano nelle aree gestite dai Consorzi si ritrovarono a fare i conti con l’assenza di una serie di servizi fondamentali sino a quel momento garantiti. E una buona quota dei dipendenti, 48 in tutto, cominciò a non percepire gli stipendi perché nelle casse non c’era più un euro. I casi più eclatanti a Siniscola, Tempio e nella Valle del Tirso, dove è rimasto un solo dipendente.
Il futuro. È scritto nella delibera della Regione del 6 dicembre 2016 che stanzia 5 milioni di euro per la liquidazione dei primi due consorzi Zir sanando i debiti. Si chiude e i lavoratori escono dall’apnea, il purgatorio è finito.
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