Il Csm resta ancora spaccato per la Dda Pelagatti e Garau
CAGLIARI. Sulla designazione del nuovo procuratore capo di Cagliari e della Dda sarda la quinta commissione del Csm si è spaccata in due: tre voti all’attuale sostituto procuratore generale...
CAGLIARI. Sulla designazione del nuovo procuratore capo di Cagliari e della Dda sarda la quinta commissione del Csm si è spaccata in due: tre voti all’attuale sostituto procuratore generale Alessandra Pelagatti e tre al capo della Procura di Nuoro Andrea Garau (in foto). Fuori, con una decisione che potrebbe generare strascichi e ricorsi al Tar, l’attuale procuratore facente funzioni di Cagliari, Gilberto Ganassi. E’ la prima volta che l’organo di autogoverno della magistratura si divide in modo così netto sulla nomina di un dirigente destinato alla Sardegna. L’ultima parola però spetta al plenum, che affronterà lo spinosissimo caso il 25 gennaio con un dibattito che s’annuncia accesissimo. Dietro lo scontro, tutto politico, interno al Csm la vicenda ormai nota che riguarda Garau, la cui posizione è stata di recente vagliata insieme a quella di Ganassi dalla prima commissione - titolare dell’azione disciplinare - che ha chiuso col “proscioglimento” motivato di entrambi, le cui figure professionali si erano incrociate nell’inchiesta nuorese sul project financing della sanità. Garau è stato dichiarato compatibile con l’incarico svolto a Nuoro, Ganassi - stando al Csm - avrebbe soltanto dovuto astenersi dal condurre insieme al collega Guido Pani un’inchiesta in cui compariva in conversazioni intercettate (non da indagato) il collega Garau. Alla fine sembrava che tra i due concorrenti la scelta s’indirizzasse sul terzo incomodo, la Pelagatti, estranea a tutti i contrasti in corso. Invece il solo a pagare con l’esclusione le conseguenze della vicenda sembra essere Ganassi.
Per il plenum del Csm non sarà una decisione facile: chiunque venga nominato è scontato che ci saranno ricorsi e polemiche su tutti i fronti. Tant’è che la delibera finale, programmata per ieri, è stata rinviata al 25 gennaio. (m.l)
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