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Sanità, ora è sfida allo Stato

Sanità, ora è sfida allo Stato

La Regione impugnerà la legge di stabilità nazionale per recuperare 120 milioni

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CAGLIARI. Il cammino della Finanziaria è cominciato, in Consiglio regionale, con una sfida allo Stato: «Non possiamo più sostenere il peso degli accantonamenti, 684 milioni, e caricarci sulle spalle anche i nuovi costi della sanità, a cominciare dai farmaci innovativi che alle altre regioni sono rimborsati in gran parte». Ha esordito così l'assessore al bilancio, Raffaele Paci, nell'aula della commissione che lo aveva convocato per illustrare e spiegare la manovra contabile. Fra qualche giorno la giunta - è stato il secondo annuncio - impugnerà davanti alla Corte costituzionale la Legge di stabilità nazionale proprio «per l'esagerato peso degli accantonamenti». Che cosa sono? In parole spicce, sono i milioni che spetterebbero alla Sardegna ma bloccati, a Roma, per abbattere il debito pubblico nazionale. Il ragionamento della nuova vertenza è questo: la Sardegna, come le altre regioni, è giusto che contribuisca a risanare i conti dello Stato, ma non in «modo esagerato e a tempo indeterminato». Perché la Sardegna, al contrario delle altre regioni, da Roma non riceve un euro di rimborso per i farmaci innovativi, ad esempio quelli necessari per curare l'epatite C, e neanche sui maggiori costi, calcolati ogni anno, dei livelli minimi garantiti dal servizio sanitario. Dal 2006, anno dell'accordo Prodi-Soru, tutta la sanità è a carico della Regione. Solo che ora i costi sono diventati insostenibili e la Regione ha detto basta. Dal ricorso, in caso di vittoria, la giunta vorrebbe recuperare 120 milioni sui 684 di accantonamenti, per destinarli proprio alla copertura delle spese extra: farmaci innovativi e assistenza minima. «Dopo la chiusura della vertenza entrate - ha detto Paci - vogliamo rilanciare il confronto con lo Stato per avere più risorse da spendere negli investimenti». Una scelta condivisa da Franco Sabatini, Pd, presidente della commissione bilancio: «Sugli accantonamenti dobbiamo pretendere maggiore equilibrio da parte dello Stato e in questa vertenza, che è di tutti i sardi come lo era quella sulle entrate, chiederemo il sostegno dei parlamentari». Va ricordato tra l'altro che a maggio la Corte costituzionale dovrà pronunciarsi sul ricorso presentato dalla Regione sulla Legge di stabilità del 2016. Anche quello è sugli accantonamenti ma contro il trucco dello Stato di prorogarli senza mai una scadenza fissa. Seppure non ci sono stati commenti la presa di posizione non può che far piacere al centrodestra, che da sempre contesta «la resa del centrosinistra» nei confronti dello Stato. Dopo l'annuncio del ricorso, Paci ha illustrato la Finanziaria da 7,6milioni e confermato che il Consiglio avrà 25 milioni da destinare a vari capitoli di spesa. Proprio la commissione ha inviato infine la richiesta alla presidenza del Consiglio di riammettere nella legge contabile la possibilità per la Regione di partecipare a fondi immobiliari che dovrebbero garantire una maggiore resa economica proprio del patrimonio immobiliare pubblico. Per la prossima settimana, martedì, il presidente Sabatini ha convocato in Consiglio l'assessore alla Sanità Luigi Arru.

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