Province, negati i fondi Erriu chiama alla rivolta
Palazzo Chigi esclude l’isola: a rischio la manutenzione di scuole e strade L’assessore: «È un fatto inaccettabile, serve una mobilitazione generale»
CAGLIARI. Il Governo ha tagliato fuori la Sardegna dal fondo nazionale per sostenere i bilanci delle Province, già svuotati dallo Stato, e delle Città metropolitane. A denunciarlo è l’assessore agli enti locali Cristiano Erriu; «Nella bozza del Consiglio dei ministri – dice – non c’è traccia delle quattro nostre Province e neanche della Città metropolitana. In tutto ci sarebbero spettati una settantina di milioni per sterilizzare i tagli in più subiti due anni fa. Invece, secondo Palazzo Chigi, quei soldi dovrà caricarseli sulle spalle la Regione. È impossibile, quelle risorse non le abbiamo e poi comunque la nostra parte ci spetta di diritto».
Rischio caos. Secondo Erriu, il mancato arrivo dei 70 milioni rischia di bloccare alcuni servizi fondamentali come la manutenzione delle strade, delle scuole e la difesa dell’ambiente. «Con l’assurdità – prosegue l’assessore – che le uniche Province chiamate a contribuire al risanamento del debito pubblico nazionale alla fine finiranno per essere quelle sarde e siciliane. Mentre le altre saranno risarcite e potranno continuare a funzionare. Le nostre no e senza i finanziamenti dello Stato il blocco è sicuro».
Vertenza di tutti, La presa di posizione della Regione contro la palese ingiustizia è forte. «Ci opporremo in tutte le sedi possibili – annuncia Erriu – con la mobilitazione immediata della Regione, non firmeremo l’intesa con lo Stato sugli enti locali, e anche dei Comuni. Per la prossima settimana, convocherò il Consiglio delle autonomie locali, l’Anci e il sindaco della Città metropolitana di Cagliari per preparare una risposta forte e decisa. Alla protesta, vorremmo che partecipassero anche i parlamentari eletti in Sardegna, perché questa dovrà essere una vertenza di tutti». Non è pensabile – si legge in un altro passaggio della presa di posizione – che «la Regione sia lasciata sola a finanziare gli enti di area vasta, che ormai non hanno più entrate proprie, se le è accaparrate lo Stato, e dunque non saranno più in grado di gestire quelle funzioni indispensabili per garantire ai territori servizi necessari e indispensabili». Per l’assessore Erriu la conclusione può essere una sola: «Se il Governo dovesse continuare a negare alla Sardegna quello che le spetta, verrebbe meno quel principio di leale collaborazione tra le istituzioni in cui noi continuiamo invece a credere». Ma per il consigliere regionale Marcello Orrù del Psd’Az il voltafaccia di Palazzo Chigi «è l’ennesima dimostrazione dell’incapacità della giunta regionale di saper difendere i diritti dei sardi davanti all’ennesimo e intollerabile affronto da parte dello Stato».
Doppio ricorso. A proposito di contrapposizioni con lo Stato, l’ex governatore Ugo Cappellacci, Forza Italia, interviene su quello annunciato dall’assessore Raffaele Paci per i troppi accantonamenti obbligatori, 684 milioni, destinati a ridurre il debito pubblico nazionale. «I ricorsi – scrive – c’erano, ma il centrosinistra li ha ritirati in nome del solito servilismo». L’atto d’accusa continua: «La giunta è arrivata al paradosso – sostiene – di firmare, a luglio, un accordo fregatura col governo, che invece da allora ha continuato a umiliare la Sardegna». Infine sul bilancio di metà mandato della giunta Pigliar u interviene Gianluigi Rubiu, capogruppo dell’Udc: «Il fallimento è toccato con mano dai sardi e a cancellarlo non può essere un bollettino che ha un unico sapore, quello della propaganda». (ua)
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