Inps, sardi più poveri: 7mila in fila per il reddito d’inclusione
L’audizione in Commissione bilancio del direttore regionale dell’istituto è stata l’occasione per descrivere una situazione preoccupante
SASSARI. Aumenta la spesa sociale ma non diminuisce la povertà e, così, delle 7mila domande per il reddito di inclusione sociale (Reis) ne sono state accolte poco più di 2mila.
L’audizione in Commissione bilancio del direttore regionale dell’Inps, Maurizio Pizzicaroli, sulle attività dell’istituto che riguardano le prestazioni di sostegno al reddito è stata l’occasione per descrivere una situazione preoccupante. «Emerge un dato in controtendenza col trend nazionale sulla Naspi, la nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego, che registra una durata molto bassa: 8 mesi, la più bassa in assoluto – ha spiegato Pizzicaroli –, segno che il mercato del lavoro locale è caratterizzato da un alto tasso di precarietà in una fascia molto ampia della popolazione». Sulla mobilità in deroga, ha proseguito Pizzicaroli “l’Inps sta definendo insieme alla Regione le procedure per la chiusura del 2014 che interessano 14mila lavoratori anche se, a fronte di una disponibilità di 20 milioni, mancano altri 60 milioni per la copertura totale». L’Inps, ha annunciato inoltre il direttore regionale, “ha costituito una banca-dati per censire le prestazioni sociali agevolate che provengono dalla pubblica amministrazione, un processo all’inizio perché finora solo 17 Comuni hanno mandato le informazioni richieste”.
Pizzicaroli, infine, si è soffermato sul Reis: «Il piano nazionale – ha precisato – è stato rimodulato per problemi di copertura finanziaria ed è stata ristretta la platea degli aventi diritto, limitata ai nuclei familiari dove siano presenti minorenni, figli disabili, donne in stato di gravidanza accertata». Poi è toccate alle associazioni del Terzo settore. Per la Fish Sardegna, il presidente Alfio Desogus, ha richiamato l’attenzione sulla realtà di “oltre 40mila disabili disoccupati, che possono avere un’opportunità con percorsi formativi e tirocini». Desogus ha poi sollecitato l’incremento dello stanziamento di 3 milioni indicato nella Finanziaria 2016 per l’abbattimento delle barriere architettoniche, “perché è del tutto insufficiente a soddisfare le circa 1000 domande pervenute all’assessorato dei Lavori Pubblici». Per la Caritas, don Marco Lai ha evidenzato che “i centri di ascolto dell’associazione ci dicono che la povertà si è inasprita, riguarda una fascia di età molto ampia fra i 20 ed i 50 anni ed esprime con forza bisogni primari come quello della casa». Un altro Forum, rappresentato da associazioni e famiglie impegnate per la piena attuazione della legge 162/98 che assicura sostegno alle persone con disabilità grave, ha lanciato un allarme per il taglio di 4 milioni contenuto nella Legge di Stabilità. Con questo taglio, secondo associazioni e familiari, perderebbero ogni sostegno circa 4mila disabili gravi e almeno 1500 persone che si occupano di loro lasciando spazio a un’alternativa ospedaliera che costerebbe molto di più: 58 milioni, secondo le stime.
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