Pigliaru al ministro: nessuno spreco
Lettera del governatore alla Lorenzin: «La giunta ha tagliato la spesa, siamo passati da 5 a 3,1 milioni»
CAGLIARI. La Sardegna «non merita l’accusa di non aver mantenuto la parola data» e neanche il sospetto che sperperi il denaro pubblico. È tutto legittimo, anche lo stipendio dei manager della sanità. Lo scrive il governatore Francesco Pigliaru nella lettera inviata al ministro della sanità, Beatrice Lorenzin, perché «era necessario fare chiarezza ed evitare altre incomprensioni» dopo le ultime polemiche. Soprattutto dopo che il governo, nel rispondere a un ’interrogazione del deputato Roberto Capelli del Cd, aveva buttato addosso alla Regione una doppia croce: inaffidabile e spendacciona. «Sono due macchie che non merita la Sardegna, il Consiglio regionale e la giunta che presiedo», è l’esordio di Pigliaru, dopo essersi dichiarato dispiaciuto e amareggiato. Per poi spiegare al ministro il perché della replica. «Confermo la bontà della norma sui compensi dei manager della sanità perché siamo convinti della loro legittimità» e «non determinano neanche alcun incremento dei costi». Anzi, sottolinea il governatore, «all’indomani di una riforma molto coraggiosa, che ho fortemente voluto e abbiamo intrapreso per riqualificare e contenere la spesa sanitaria, avremo un risparmio». E Pigliaru scrive anche l’ammontare del minor costo: «Rispetto al passato, scenderà da 5 a 3,1 milioni». Quindi nessuno sperpero, sostiene il presidente e «non poteva esserci visto che il finanziamento del servizio sanitario è totalmente a nostro carico e il nostro interesse era, è e sarà uno solo: non incrementare i costi» e meno che mai « con gli stipendi dei direttori generali e dei loro più stretti collaboratori». Nella lettera il governatore ribadisce anche il giusto ammontare del compenso deciso per il direttore generale dell’Asl unica, 200mila euro, e «da cui discendono quelli degli altri manager». La prima è una legittimità è costituzionale «perché è prerogativa della Sardegna legiferare sulla materia, forti anche delle pronunce a nostro favore proprio della Corte costituzionale». La seconda è questa: lo stipendio deciso «rispetta il limite massimo (240mila euro) stabilito per il personale pubblico e delle società partecipate a livello nazionale». Nel chiedere, infine, a Beatrice Lorenzin di rivedere il suo giudizio sulla Sardegna, Pigliau ricorda: «L’unica contestazione sulla legge sollevata a suo tempo era sulla composizione del collegio sindacale delle aziende ospedaliere universitarie. Siamo stati di parola: l’abbiamo corretta a dicembre».
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