La Nuova Sardegna

Nuovi vescovi di Sassari e Oristano, Papa Francesco vicino alla scelta

di Mario Girau
L'arcivescovo di Sassari padre Paolo Atzei
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L'arcivescovo di Sassari padre Paolo Atzei

Il Vaticano traccia l’identikit dei futuri monsignori che prenderanno il posto di Atzei e Sanna

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SASSARI. Si moltiplicano le indiscrezioni per i successori di alcuni vescovi nell’isola. Nelle curie delle dieci diocesi sarde si è già in fermento, con la presentazione a Papa Francesco dei sei nominativi tra i quali il Sommo Pontefice sceglierà i futuri arcivescovi di Sassari e Oristano. Monsignor Paolo Atzei e monsignor Ignazio Sanna tra venti giorni taglieranno il traguardo dei 75 anni, limite massimo per stare alla guida di una diocesi.

La Santa Sede si è portata avanti col lavoro inviando a laici ed ecclesiastici sardi, di sicuro affidamento e obbligati al segreto pontificio, il formulario utilizzato per prendere informazioni sull'idoneità di un candidato al servizio episcopale. A Sassari, radio-clero ritiene imminente la nomina del 48esimo responsabile della storia dell'arcidiocesi iniziata nel 1448 con Antonio Cano da Bisarcio. Padre Paolo Atzei da almeno 4-5 anni ricorda ai sacerdoti questa scadenza e il desiderio di tornare a fare il semplice frate, forse anche nel convento di San Francesco di Oristano. Solo l'arcivescovo può dire se è intervenuto alla Nunziatura invitandola a trovare al più presto il nome del suo successore, un'operazione che, di norma, richiede 6-9 mesi.

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A Oristano monsignor Ignazio Sanna ha già programmato il proprio futuro. Tornerà a Roma al centro internazionale dell'istituto dei "sacerdoti diocesani di Schoenstatt". Riprenderà l'attività di studio e ricerca per completare il terzo volume del Trattato di antropologia cristiana. Sardo o continentale; di nuova nomina o trasferito da un'altra diocesi? Difficile a dirsi.

Tra circa 100 vescovi nominati in Italia, Papa Francesco sembra aver preferito sacerdoti con l'esperienza parrocchiale. L'ha dimostrato anche in Sardegna, chiamando tre parroci alla guida di Lanusei (Antonello Mura), Ozieri (Corrado Melis) e Ales-Terralba (Roberto Carboni). Il vescovo dovrà comunque rispondere all'identikit tracciato da Papa Francesco quasi due anni fa.

«Non esiste un pastore standard per tutte le chiese. Cristo conosce la singolarità del pastore che ogni chiesa richiede perché risponda ai suoi bisogni e la aiuti a realizzare le sue potenzialità. La nostra sfida - dice il Pontefice - è entrare nella prospettiva di Cristo, tenendo conto di questa singolarità delle chiese particolari».

Vescovi non carrieristi, sposi di una chiesa in attesa di un'altra più bella e più grande o più ricca. «Un pastore con l'odore delle pecore. Presenza pastorale significa camminare con il popolo di Dio. Davanti, indicando la via; in mezzo, per rafforzarlo nell'unità; dietro, sia perché nessuno rimanga indietro, ma, soprattutto, per seguire il fiuto che ha il popolo di Dio per trovare nuove strade». Sembra esclusa la mobilità interna di presuli da una diocesi all'altra della Sardegna, extrema ratio cui il papa è ricorso una trentina di volte. Nei prossimi mesi sul tavolo di Francesco anche la nomina dell'arcivescovo di Milano e del vicario per la città di Roma. Per quest'ultima sede, al posto del cardinale Agostino Vallini, viene fatto il nome, tra gli altri, anche di monsignor Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, numero tre della gerarchia vaticana.

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