La Nuova Sardegna

Cisl: la Regione non dimentichi l’industria

Cisl: la Regione non dimentichi l’industria

Il segretario regionale Ignazio Ganga lancia l’allarme: addetti al minimo storico. Il rilancio già in questa Finanziaria

2 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Otto azioni positive da intraprendere subito e, assieme, riportare nel dibattito regionale la questione industriale «non pienamente centrale, nonostante alcuni sforzi compiuti, nelle strategie di sviluppo della Sardegna». La prima occasione per promuovere la discussione è alla porte: il confronto sulla legge finanziaria 2017. Usa toni decisi Ignazio Ganga, segretario regionale della Cisl, che chiede un nuovo progetto industriale per l’isola dove «il numero di addetti è sceso al minimo storico del 10,2 per cento del mercato del lavoro regionale, parte dei quali coinvolti in Cig o mobilità».

«Una solida base industriale in Sardegna è condizione indispensabile per uno sviluppo di lungo periodo e per la crescita economica - dice Ganga -. Una nuova strategia manufatturiera, da tenere presente anche nel confronto sulla legge finanziaria, è l’unica alternativa al pesante rischio di deindustrializzazione». Ganga dice che la strada da percorrere comincia innanzitutto con «la ripresa del dialogo con il governo centrale e una forte azione settoriale della Regione, senza perdere tempo. Serve una nuova determinazione per non dover assistere impotential declino dell’apparato industriale sardo che registra la scomparsa di interi settori (vedi il tessile della Sardegna centrale) mentre lascia in attesa di risposte alcuni importanti realtà produttive dei poli industriali di Porto Torres, Portovesme, Assemini, Ottana e Arbatax».

Scendendo nella concretezza dei problemi, Ganga mette al primo posto l’attuazione di un documento fondamentale, il Patto per la Sardegna, sottoscritto a Sassari il 29 luglio 2016 tra Regione e Governo, «utile a portare a soluzione la questione energetica, infrastrutturale el’annoso problema dell’insularità e della contnuità territoriale per le merci tese a pareggiare le condizioni competitive rispetto alle altre regioni». Poi: Eni e Fincantieri «devono essere richiamati alle loro responsabilità» ma Ganga chiede anche che si promuova «una nuova fase di scouting sul panorama industriale privato nazionale ed estero per irrobustire il tessuto produttivo regionale». Il progetto di Industria 4.0 «è importante» e qui devono convergere i progetti di innovazione.

Ganga continua la lista con le vertenze storiche in drammatica attesa di una risposta (da Alcoa a Vesuvius a Ottana Polimeri) e punta l’attenzione sulla chimica verde: settore con un gran futuro realizzato però soltanto al 30 per cento con soli 200 milioni di euro investiti su 700 programmati. Su questo, occorre «un supplemento di analisi e valutazione da parte di Regione e Governo». Porto Torres va guardata con attenzione perché è neo area di crisi con la centrale di Fiumesanto non più destinataria dell’investimento per il quinto gruppo. La carrellata continua tra Ogliastra, Ottana e il Sulcis, dove Enel si disimpegna condizionando gli investimenti alla ripartenza delle industrie energivore. Il dibattito, insomma, è urgente

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative