Ma la ricerca sarda non va avanti
Dopo Contu, Cao e Galanello manca il ricambio generazionale
CAGLIARI. Nel campo delle talassemie la ricerca ha fatto il suo dovere, i risultati si vedono. Eppure la politica non è stata capace di ricambiare gli sforzi, perché se la Regione sarda garantisce la copertura dei costi per le terapie e gli interventi di trapianto di midollo a mancare sono le prospettive: «I ricercatori nel campo dell’ematologia sono cinquantenni – fa i conti Giorgio La Nasa - e alcuni sono vicini alla pensione. Ho visto negli anni e ancor’oggi vedo giovani in gamba, preparati ed entusiasti, che potrebbero garantire un ricambio ad alto livello di qualità. Ma ormai è impossibile assumerli, è tutto fermo, è tutto difficile. La richiesta che mi sento di fare alla politica è rivolta a risolvere questo problema, chiedo di dare alla ricerca la stessa attenzione che è stata assicurata, almeno nel mio campo, ai servizi sanitari». Ci sarebbe da rispettare una tradizione consolidata, che vede la Sardegna nel ruolo di modello a livello mondiale: «Abbiamo avuto ricercatori nel campo dell’ematologia come Licinio Contu, Antonio Cao e Renzo Galanello – ricorda La Nasa - che sono stati a lungo un riferimento scientifico a livello internazionale. Credo che potremmo andare avanti sulla strada aperta da questi grandi medici, ma perché questo possa avvenire servono risorse, senza risorse si rimane al passo». Ed è quanto sta avvenendo oggi in Sardegna: «Ci sono gruppi al lavoro - conferma il responsabile del centro trapianti di midollo osseo - qualcosa si sta comunque facendo, ma non certo abbastanza e non quanto la Sardegna potrebbe fare. Il nostro centro qui a Cagliari funziona bene, Sassari ha un centro ematologico di ottimo livello, ma senza risorse per la ricerca a livello regionale non può esserci futuro». (m.l)
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