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Boom di richieste: gli stranieri scelgono gli agriturismi per le ferie in Sardegna

di Claudio Zoccheddu
Boom di richieste: gli stranieri scelgono gli agriturismi per le ferie in Sardegna

Dall’estero il 40 per cento degli ospiti registrati nel 2016. Le vacanze durano più a lungo: 6,65 giorni contro 4,6

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SASSARI. Gli stranieri preferiscono la Sardegna. Perlomeno quando si tratta di alloggiare in agriturismo. Nel rapporto diffuso da Agriturismo.it, il sito dedicato di proprietà di Immobiliare.it, si legge che il 40,6 per cento del totale degli ospiti registrati nel 2016 nelle aziende agrituristiche sarde arriva da lontano. Un dato che supera la media nazionale e che è stato superato solo dal Friuli Venezia Giulia (48,3 per cento) e Veneto (46,1 per cento).

La permanenza. Chi sceglie di visitare l’isola si trattiene più a lungo che nelle altre regioni. Ad allungare la vacanza potrebbe essere la bellezza del territorio, la bontà dei prodotti tipici, la grande cura dei proprietari delle strutture agrituristiche o, più realisticamente, il costo di un trasferimento – quello per raggiungere l’isola – che spesso non è un fattore marginale e impone la durata di un soggiorno che possa ammortizzare in qualche modo le spese di viaggio. Un week-end nell’isola, insomma, potrebbe essere antieconomico dato che la media dei soggiorni è il secondo dato sopra quello nazionale. Chi alloggia negli agriturismi sardi ci rimane in media 6,65 giorni contro una rilevazione nazionale ferma a 4,6.

Agriturismi in Sardegna. La conta ufficiale è ferma al 31 dicembre di tre anni fa, quando le attività agrituristiche attive nell’isola erano 804. Un numero impressionante che contiene diverse anime perché non tutti gli agriturismi sono uguali. Nell’elenco stilato dall’assessorato regionale dell’Agricoltura le ottocento aziende offrono servizi variegati: c’è chi si occupa solo dell’alloggio, chi solo della ristorazione e chi di offrire servizi come trekking, equitazioni o la semplice, ma apprezzata, vendita dei prodotti tipici. Poi ci sono gli agricampeggi, ovvero strutture che dovrebbero offrire spazi ampi in cui sarebbe possibile mantenere una certa distanza con i vicini, pochi. Nel pacchetto sono previsti solo i servizi essenziali che non fanno crollare il fascino delle 76 attività di questo tipo che, spesso, sono affiancate da strutture tradizionali.

Trend in rialzo. Il 2016 è stato un anno particolarmente positivo per gli agriturismi: l’offerta nazionale è aumentata di circa il 3 per cento mentre la domanda è salita del 7 per cento. L’interesse degli stranieri, che hanno rappresentato il 26 per cento di tutta la domanda, è in crescita mentre i prezzi sono stabili: quasi l'80 per cento dei proprietari o dei gestori di agriturismi ha dichiarato di non aver effettuato variazioni rispetto al 2015; la media del costo del soggiorno per notte a persona è di 43 euro. La Toscana si conferma la regina d’Italia seguita, a grande distanza, dall’Umbria e dal Veneto. Quarta, invece, la Lombardia. L'interesse degli stranieri premia nettamente alcune regioni più di altre: in Friuli Venezia Giulia, Veneto e Sardegna questa percentuale sale ben oltre la media nazionale. Stabile rispetto a un anno fa la durata media dei pernottamenti: sono 4,6, che diventano quasi una settimana in Sardegna (6,65) e nelle Marche (6,92 giorni). La prossima prova arriverà durante il break di Pasqua. Lo scorso anno, in Sardegna, l’associazione Terranostra (Coldiretti) aveva confermato l’appeal degli agriturismi: il 19 per cento delle famiglie sarde aveva trascorso le giornate di Pasqua e Pasquetta proprio negli agriturismi mentre gli altri si erano divisi tra i ristoranti (13 per cento) e il pranzo tra le mura domestiche (65 per cento). Seguendo la tendenza nazionale, il dato potrebbe crescere già da domenica 16 e lunedì 17 aprile.

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