Eurallumina, Erriu contro il ministero
L’assessore all’attacco: «Il no del Mibac contraddice quanto sostenuto dal governo. Ora rischia di saltare tutto»
PORTOVESME. Occupazione permanente degli operai Eurallumina di Portovesme dentro e fuori il palazzo regionale di viale Trento a Cagliari. Il presidio andrà avanti fino all' 8 febbraio, data in cui è stata aggiornata la conferenza di servizi per il riavvio della fabbrica. Nell'ultima fase della lunga riunione di due giorni fa, i rappresentanti del ministero dei Beni e le attività culturali hanno espresso parere negativo su un aspetto paesaggistico. Sull'interpretazione del Ppr, Regione e Stato durante la conferenza erano in contrapposizione. Sul tema specifico ieri è intervenuto l'assessore regionale all'Urbanistica, Cristiano Erriu, che dopo un'analisi dei resoconti della riunione ha criticato la presa di posizione del Mibac: «In attesa dell'esito della conferenza sull'ampliamento della vasca di deposito dei fanghi di lavorazione dell'Eurallumina, rimane la forte preoccupazione per la posizione espressa dal ministero che potrebbe metterla in discussione o addirittura vanificarla».
L'assessore sottolinea che la Regione, attraverso gli uffici della tutela del paesaggio e nelle sue funzioni in materia paesaggistica, ha dato parere positivo così come le altre amministrazioni presenti. E poi ha spiegato: «Nonostante la Regione, il Mise e il comune di Portoscuso, abbiano escluso la presenza nel sito di reperti nel Piano paesaggistico regionale, il ministero per i beni culturali si ostina a voler applicare un regime di salvaguardia a tutela di beni che non esistono solo perché tale assenza non è stata ancora recepita formalmente dal Puc». Un aspetto che ha suscitato l'indignazione anche dei consiglieri regionali di Forza Italia. «Lo Stato centrale cerca il pelo nell'uovo, da un lato dichiara strategica l'industria, dall'altro interpreta il Ppr a suo uso e consumo», hanno dichiarato gli azzurri Ignazio Locci, Pietro Pittalis, Oscar Cherchi e Stefano Tunis in delegazione al presidio dei lavoratori per manifestare la loro solidarietà.
Gli operai stanchi e pieni di rabbia non intendono arrendersi. Dalla notte del 31 gennaio occupano la sala riunioni del palazzo regionale di viale Trento e da ieri hanno allestito anche un presidio esterno permanente. «Non molliamo, e continueremo a vigilare fino alla fine», hanno spiegato con la voce affievolita dalla stanchezza i lavoratori che lottano da anni per la ripresa produttiva della fabbrica e speravano di porre fine al lungo iter burocratico con la conferenza di servizi decisiva e vincolate per dare avvio del progetto di investimento dell'azienda presentato alla regione nel 2014 per ottenere le necessarie autorizzazioni. L'assessore all'Urbanistica Cristiano Erriu ha messo in forte discussione l'atteggiamento del ministero dei Beni culturali e sollecita delle risposte per il territorio. «In questo modo i rappresentanti del governo italiano, con atteggiamento schizofrenico, contraddicono le parole e i comportamenti di apertura, in direzione del consolidamento del polo dell'alluminio del Sulcis, alla cui difesa da molti mesi sono impegnati direttamente il ministero dello Sviluppo economico e la stessa presidenza del Consiglio dei ministri, oggetto per altro di accordi e intese proposti e sottoscritti dallo stesso governo nazionale. Ciascuno – conclude Erriu – deve essere ora chiamato alla responsabilità delle proprie scelte amministrative di fronte a territori che attendono risposte in modo univoco, chiaro e coerente».
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