La Nuova Sardegna

Gli ex Sel a un passo dal divorzio

È scontro fra il gruppo del senatore Uras e quello dei tre consiglieri regionali

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CAGLIARI. Da strappo a voragine fra la corrente dei cittadini e quella dei rurali, dentro quello che è rimasto di Sel. Dopo l’ultimo scontro, senza esclusione di colpi, intorno alla sfiducia o meno all’assessore alla Cultura Claudia Firino, è sempre più probabile il divorzio fra i due gruppi. I cittadini, con in testa Luciano Uras, senatore, e Francesco Agus, consigliere regionale, continuano a far quadrato intorno all’assessore, o comunque vogliono evitare un suo licenziamento in tronco. Non la pensa così la corrente di rurali, formata consiglieri regionali Daniele Cocco, Eugenio Lai e Luca Pizzutto, che da tempo considera conclusa quell’esperienza. Da giorni si starebbero guardando intorno in vista del prossimo rimpasto. Una delle ipotesi è che stiano per proporre al governatore Francesco Pigliaru un cambio di deleghe: dalla cultura all’agricoltura, assessorato vacante da dicembre. Il terzetto dei consiglieri avrebbe contattato Maria Ibba, attuale direttore dell’agenzia agricola Laore. Ma è un cambio in corsa i che Uras neanche ha preso in considerazione. Al rientro da Milano, dove lunedì comincerà a prendere forma il movimento «Campo progressista» capeggiato da Giuliano Pisapia, Uras incontrerà Pigliaru per un «necessario chiarimento politico», ha fatto sapere il senatore.

Pd. A pochi giorni dalla scadenza – sarà lunedì – per la presentazione delle candidature alla segreteria regionale, la rosa dei contendenti cresce. La corrente Sinistra dem, guidata a Roma da Guido Cuperlo e in Sardegna da Salvatore Cherchi, e gli ex civatiani de La Traversata hanno scelto. A correre per loro sarà Yuri Marcialis, l’assessore comunale allo sport di Cagliari. Anche i soriani, si sa, hanno un candidato: è il deputato Francesco Sanna, che però non ha ottenuto ancora il gradimento dei renziani e degli ex Diesse. Alla finestra continuano a restare i popolari-riformisti dell’area Cabras-Fadda. Intanto il garante Gianni Dal Moro ha firmato insieme a 19 segretari regionali un documento in cui c’è scritto: «Chi invoca la scissione del partito commette un clamoroso errore»,

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