«Ritornare a casa»: ecco i soldi
Confermati 40,5 milioni. L’assessore ricorda Salvatore Usala
CAGLIARI. Il progetto “Ritornare a casa”, cioè degenza e cure domiciliari per i malati non autosufficienti, avrà la stessa dotazione finanziaria dell’anno scorso: 40,5 milioni, più altri nove risparmiati dai Comuni nel 2016. Gran parte dello stanziamento sarà a carico della Regione, 30 milioni, mentre 10 arriveranno dal Fondo nazionale per le non autosufficienze. «Nella prossima Finanziaria – ha detto l’assessore alla sanità Luigi Arru – abbiamo difeso con forza un modello di cui siamo orgogliosi e invidiato da molte altre regioni». Orgogliosi perché «permette ai malati di Sla o affetti da demenza di essere di essere assistiti in casa da familiari» e perché «rispetto al ricovero in un reparto di terapia intensiva, il cui costo sarebbe intorno a 1.200 euro al giorno, il risparmio è sicuro». Tra l’altro quest’anno le procedure per essere ammessi alla ripartizione dei fondi sarà molto più veloce, con i Comuni che potranno avviare le pratiche senza aspettare il nullaosta della commissione tecnica regionale. Il contributo base sarà intorno ai 20mila euro l’anno per il primo livello di patologia e arrivare fino a 65mila nei casi più gravi. Nel 2016 la Regione ha finanziato 3.389 progetti dei quali cinque per demenze (rinnovi), 119 dopo le dimissioni dall’ospedale di pazienti non autosufficienti, 158 per malattie neoplastiche in fase terminale, 826 a favore di patologie non reversibili, 1.678 a carico dell’assistenza a favore di nuovi casi. L’assessore Arru ha ricordato anche Salvatore Usala, il malato di Sla morto a settembre dell’anno scorso, protagonista di molte battaglie per difendere con la Regione e il governo l’assistenza domiciliare. «Per noi – ha detto – Salvatore è stato sempre di grande stimolo per migliorare la qualità del servizio e semplificare le procedure». Sull’ipotesi che un domani il progetto sia intitolato proprio a Salvatore Usala, l’assessore ha detto: «Possiamo ragionarci».
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