Pigliaru: alla Regione poteri straordinari
Il governatore vuole risolvere il caso dell’Arsenale della Maddalena. Il contenzioso blocca tutto e la struttura cade a pezzi
SASSARI. Il futuro a 5 stelle, spente le stellette, resta ancora un sogno. Il rilancio della Maddalena è bloccato dalle carte bollate. Zucchero nel motore di un’economia vicina al collasso. Le immagini dell’ex Arsenale che cade a pezzi, costato oltre 300 milioni di euro, sono il simbolo del flop. Dopo un’attesa infinita il governatore Francesco Pigliaru prende carta e penna e scrive al premier Paolo Gentiloni. Una lettera garbata, ma ferma. In cui il governatore chiede che alla Regione vengano dati i poteri di commissario straordinario come è stato fatto per la Sassari-Olbia per riuscire a sbloccare lo stallo.
Tutto pronto. Perché in realtà è tutto pronto. La Regione in questi anni ha lavorato su diversi fronti. Da una parte ha messo insieme le risorse, 30 milioni di euro per intervenire sull’ex Arsenale e sul porto. Ci sono anche i soldi delle bonifiche, già nelle mani del Comune. Dall’altro ha lavorato sui progetti. A occuparsene l’assessore ai Lavori pubblici Paolo Manichedda, che ha fatto una stima precisa dell'entità dei lavori necessari per rimettere a posto l’Arsenale. E che in questi anni ha fatto una pressione costante sulla giunta per mantenere alta l’attenzione sul caso La Maddalena. La perizia con i costi è stata consegnata a Pigliaru. E Manichedda ha lavorato in accordo con il sindaco Luca Montella per realizzare per stralci il waterfront. In altre parole gli aspetti burocratici ed economici non sono più un ostacolo.
Il nodo. A bloccare tutto è il contenzioso infinito tra la Protezione civile e la Mita, che ebbe in concessione l’uso dell’hotel a 5 stelle. Struttura mai aperta in realtà. La Mita aveva chiesto i danni allo Stato per 38 milioni di euro. Il lodo era stato vinto dalla società guidata dalla famiglia Marcegaglia. Ma la Protezione civile ha fatto ricorso in tribunale. La prima udienza è fissata nel 2018. E fino a ora l’edificio disintegrato dal mare e dal vento resta abbandonato. Nessuno può intervenire. Ecco perché Pigliaru ha deciso di scrivere al premier.
La spinta. Il governatore già in campagna elettorale si era impegnato a trovare una soluzione per questa struttura che dal 2009 è finita, ma non è stata mai aperta. A sollecitare l’intervento del governatore il consigliere regionale dei Partito dei sardi Pierfranco Zanchetta. «Da sempre sono in prima linea per chiedere che venga dato un futuro alla Maddalena – dice Zanchetta –. Chiedo alla famiglia Marcegaglia, che non ha mai versato i 30 milioni di euro con cui si era aggiudicata la gestione della struttura di restituirla ai sardi. La Mita non ha mai pagato neanche un euro del ridicolo canone di affitto alla Regione di 60mila euro. Lo Stato è il responsabile di questo disastro. I suoi cattivi rappresentanti ne hanno fatto carne da porco. Lo stato non interviene, ma sono stati rubati 500 milioni».
La lettera. Pigliaru non vuole che gli strascichi infiniti di una controversia giudiziaria blocchino ancora l’economia della Maddalena. «Ho la necessità di rivolgermi direttamente a lei per affrontare e avviare a soluzione l’imbarazzante e dolorosa situazione della Maddalena. Non intendo annoiarla nel richiamare una vicenda che le è certamente nota, ma è utile ricordare che dal 2009 il compendio dell’Arsenale e l’intera isola della Maddalena si trovano in stato di abbandono nonostante le ingenti risorse che Stato e Regione hanno investito per dare un nuovo orizzonte di sviluppo alla comunità. Come sa l’affidamento per la gestione alla società Mita si è risolto in un nulla di fatto e ha prodotto solo un contenzioso e ulteriore dissipazione di risorse pubbliche. Sono trascorsi otto anni tra inchieste penali e sentenze dei tribunali civili. Le opere ora sono in stato di abbandono. Stato e Regione non possono consentire questo vergognoso stato di cose. È indispensabile e urgente intervenire nell’opera di recupero e nel completamento delle opere. Le risorse non mancano, 15 milioni arrivano dal Patto per la Sardegna, altri 15 li ha messi a disposizione il ministro Franceschini. Si deve individuare un soggetto operativo in grado di pianificare gli interventi per riavviare il processo. Per questo le assicuro la nostra disponibilità per avviare un immediato confronto. Se serviranno poteri di accelerazione degli interventi la Regione è disponibile ad assumere la responsabilità operativa, come già accade per la realizzazione della Sassari-Olbia».
L’indiscrezione. Il premier Gentiloni attendeva la lettera. Anche perché secondo indiscrezioni a ricordare il caso della Maddalena al presidente del consiglio sarebbe stato l’architetto Stefano Boeri durante il loro incontro ad Amatrice. La lettera di Pigliaru potrebbe segnare la svolta per l’isola rimasta ostaggio del sogno di una rinascita mancata.
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